Il dispetto dell’anziano fallisce, 2 assolti

Valledoria, un 83enne ha un incidente con l’auto e fa finire nei guai tre persone

VALLEDORIA. Un anziano a quanto pare particolarmente dispettoso che, pur di far finire nei guai un giovane con il quale aveva avuto diverse “scaramucce”, si inventa una storia che trascinerà in tribunale due persone del tutto estranee.

I fatti risalgono a giugno del 2014 quando, a Valledoria, due auto si scontrano. Alla guida di una Fiat Panda c’è un arzillo 83enne, mentre al volante di una Peugeot 206 c’è un’altra persona. E proprio qui starebbe il nodo del problema. Perché quando la polizia municipale arriva sul posto, un po’ di tempo dopo rispetto al momento in cui si verifica l’incidente, l’anziano conducente della Panda riferisce agli agenti che a guidare la Peugeot era un giovane del paese che non aveva mai conseguito la patente. E dice anche che a bordo dell’auto c’erano delle altre persone. Vengono indicati nomi e cognomi e la polizia locale raggiunge la loro abitazione. Ma dal loro racconto viene fuori che al volante della Peugeot non c’era il ragazzo ma suo padre. E che quest’ultimo si era allontanato dal luogo del sinistro non certo per consentire al figlio di scappare e di non incorrere in eventuali sanzioni ma perché era stato per primo il signore della Panda ad andare via. Insomma due ricostruzioni che non combaciavano per nulla. Le altre due persone che erano a bordo della Peugeot, una diciottenne e un adulto, avevano confermato che era realmente il padre del ragazzo a guidare e che quel giovane non era proprio presente, nemmeno come passeggero. Ma i vigili non avevano creduto alla loro versione per una serie di ragioni. E, una volta arrivati gli atti in Procura, i due passeggeri – la diciottenne e l’adulto che era in auto con lei – erano finiti a processo con l’accusa di favoreggiamento. Avrebbero cioè, con l’obiettivo di “salvare” il ragazzo senza patente, sostenuto che al volante ci fosse il padre.

In tribunale l’avvocato Tina Lunesu, che difendeva la ragazza, e il collega Pierluigi Olivieri, che assisteva il secondo passeggero, hanno dimostrato l’inattendibilità dell’anziano che già in precedenza aveva accusato di altri
reati il suo compaesano (andato sempre assolto). Così come è accaduto questa volta. I legali hanno infatti provato che il giorno dell’incidente il giovane nemmeno si trovava a Valledoria. Il giudice Antonietta Crobu ha assolto i due imputati perché il fatto non sussiste. (na.co.)

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