Terrorismo, processo alla cellula sarda di Al Qaeda: assolti dall'accusa di strage

La sentenza della Corte d'assise di Sassari, il pm aveva chiesto quattro ergastoli e condanne tra i sei e i diciotto anni di carcere

SASSARI. La Corte d'assise di Sassari ha assolto dall'accusa di terrorismo otto degli undici imputati (10 pakistani e un afgano) accusati di far parte di una cellula di Al Qaeda con base in Sardegna e di essere coinvolti nella strage che nell'ottobre 2009 che provocò 137 morti e oltre 200 feriti al mercato di Peshawar, in Pakistan. Cinque di questi otto, però, sono stati condannati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per gli altri tre restanti gli atti sono stati rimessi alla Procura.

Secondo il dispositivo della Corte d'assise di Sassari, dopo l'espiazione della pena dovranno anche essere espulsi dall'Italia. Un imputato, Ridi Yahya Khan, è stato assolto da tutte le accuse, anche quelle sull'immigrazione clandestina. Per i tre dei pakistani a processo, la Corte ha stralciato la posizione rimandando gli atti alla Procura per riformulare il capo d'accusa. Fra questi c'è l'imam di Zingonia (Bergamo) Hafiz Muhammad Zulkifal. Nei suoi confronti, è scritto nell'ordinanza della Corte, «permangono valide fonti di prova relative a una sua ipotizzata attività di finanziamento, direzione e collegamento con gruppi armati operanti all'estero dediti alla progettazione e attuazione di guerriglia e atti di terrorismo». Alla lettura della sentenza in aula erano presenti solo due degli undici imputati, Sultan Wali Khan, contro cui è attivo un provvedimento di obbligo di dimora a Olbia, e Imitias Khan. Al momento solo sei si trovano ancora in Italia, gli altri cinque hanno fatto rientro in patria.

«L'assoluzione per i reati di strage e terrorismo era scontata», dichiara all'Ansa l'avvocato Vittorio Platì, difensore di Siyar Khan e, insieme con l'avvocato Carlo Corbucci, di Sultan Wali Khan. «Destano perplessità le condanne per i reati legati all'immigrazione clandestina, ma aspettiamo di conoscere le motivazioni della Corte».

Il pm della Dda di Cagliari, Danilo Tronci, aveva chiesto quattro ergastoli, condanne da 6 a 18 anni di carcere per gli altri, e un'assoluzione. L'ergastolo era stato richiesto per gli imputati ritenuti essere i capi della banda: Sultan Wali Khan (difeso dagli avvocati Vittorio Platì di Catanzaro e Carlo Corbucci d Roma), l'afgano Ridi Yahya Khan (difeso da Michele Santino di Foggia), Siyar Khan (difeso da Platì) e Imitias Khan. Per l'imam di Zingonia (Bergamo), Hafiz Muhammad Zulkifal, difeso dagli avvocati Fulvio

Vitali e Omar Hegazi, il pm aveva chiesto 18 anni di reclusione.

I dieci pakistani e l'afgano furono arrestati dal Dda di Cagliari e dalla Digos di Sassari nel 2015, e poi scarcerati in due riprese (l'ultima il dicembre 2018), per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva.

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