Abuso d’ufficio e peculato: 2 indagati al Consorzio Zir

Sono l’ex direttore e l’allora commissario liquidatore Distratte notevoli somme, il dirigente era stato licenziato

SASSARI. Peculato e abuso d’ufficio: sono questi reati contestati all’ex direttore e all’ex commissario liquidatore regionale pro tempore del Consorzio Zir di Predda Niedda di Sassari. Il nucleo di Polizia economico-finanziaria della guardia di finanza del comando provinciale di Sassari ha concluso le indagini e denunciato Giovanni Scognamillo (funzionario del Comune che per circa 8 anni ha svolto le mansioni di direttore della Zir, fino al licenziamento) e Giovanni Carta (era stato nominato dalla Regione come commissario liquidatore). Il fascicolo ora è nelle mani del sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Sassari Mario Leo.

Dalle indagini svolte dai militari guidati dal maggiore Marco Sebastiani, sarebbero emersi gravi indizi a carico di Giovanni Scognamillo che è accusato di avere distratto - in più occasioni - ingenti somme di denaro dal bilancio dell’ente pubblico economico. Fatti che si sarebbero verificati nel periodo compreso tra il 2014 e il 2016. Proprio a causa dei fatti poi accertati anche dalla Finanza, il dirigente della Zir era stato licenziato dal nuovo (e attuale) commissario del Consorzio Zir Salvatore Cosseddu che - rilevate le palesi irregolarità - aveva cominciato a trasmettere gli atti, tramite l’ufficio legale, alla Corte dei conti e alla procura della Repubblica per gli adempimenti di competenza. Scognamillo aveva impugnato il licenziamento per giusta causa, e il procedimento è ancora in corso. Il precedente commissario liquidatore Giovanni Carta (è stato anche commissario straordinario della Provincia Olbia-Tempio), invece, sarebbe indagato per non avere fatto emergere le irregolarità durante il suo mandato.

Dall’attività investigativa svolta dalla guardia di finanza, emerge che Giovanni Scognamillo avrebbe attribuito (facendo valutazioni personali) a se stesso e ad alcuni dipendenti (tenendo comunque per se stesso la parte più consistente) premi di produttività senza i presupposti essenziali, e cioè il raggiungimento degli obiettivi programmati. Tutto questo, infatti, accadeva con i bilanci della Zir in passivo e con i conti che facevano registrare un peggioramento continuo proprio sotto la sua gestione.

I militari della fiamme gialle, inoltre, avrebbero accertato che Scognamillo «con atteggiamenti disinvolti» avrebbe favorito alcuni debitori del Consorzio omettendo di incassare titoli di credito dati in pagamento di somme dovute e pari a centinaia di migliaia di euro. Importi che finora risulterebbero mai incassati.

Tutta la situazione - sempre stando alle indagini della Finanza - sarebbe andata avanti senza l’intervento del precedente commissario liquidatore Giovanni Carta (rappresentante legale dell’ente) che, anzi, avrebbe avallato i comportamenti. E anche se non risulta che Carta abbia mai «illecitamente intascato denaro pubblico», secondo gli investigatori avrebbe comunque consentito gli illeciti scoperti. Scognamillo era stato licenziato nel 2017 dall’attuale commissario
liquidatore regionale Salvatore Cosseddu, proprio a seguito di alcune gravi valutazioni sul suo operato.

Pare che l’operazione dei finanzieri sia solo una prima parte di una attività più ampia che riguarda il Consorzio Zir degli anni passati.

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