Sassari, seconda rapina in sette giorni: ora va in carcere

Un 26enne del Gambia in una settimana ha aggredito due donne sole per impossessarsi del cellulare

SASSARI. Dopo la seconda rapina messa a segno in una settimana per Fati Abdullah, gambiano di 26 anni, senza fissa dimora ma con una propensione a delinquere evidentemente molto sviluppata, ieri mattina si sono spalancate le porte del carcere di Bancali.

Il colpo-fotocopia che lo ha fatto finire in cella – dopo quello di una settimana fa ai danni di una cameriera sassarese per cui si era beccato solo una denuncia a piede libero – Fati Abdullah lo ha messo a segno in via Berlinguer, una viuzza del centro storico non lontana da largo Macao.

Pochi minuti prima dell’una del mattino di ieri l’uomo ha aggredito un’altra giovane donna che aveva appena terminato il turno di lavoro in un bar della zona, le ha strappato il cellulare ed è fuggito, proprio come aveva fatto venerdì scorso in via Dei Gremi.

L’allarme è stato dato immediatamente e dopo una breve ricerca i carabinieri hanno rintracciato l’uomo all’interno di un casolare non lontano dalla zona della rapina, in cui da qualche tempo Fati Abdullah passava le notti. Con lui aveva ancora il cellulare rubato che è già stato restituito alla vittima. La tecnica utilizzata per approcciarla è stata la stessa utilizzata la scorsa settimana in via Dei Gremi, quando durante la fuga aveva anche perso una scarpa. In entrambi i casi il 26enne si è avvicinato alle vittime con la scusa di chiedere l’ora. Quando le due donne hanno tirato fuori il cellulare per controllare che ora fosse e dare l’informazione richiesta è scattata l’aggressione. Se nel primo caso era riuscito a evitare l’arresto perché era trascorsa flagranza, venerdì notte i carabinieri della sezione radiomobile, guidati dal tenente Fabrizio Ricciardi, sono riusciti a rintracciarlo subito dopo e hanno fatto scattare le manette.

Ieri mattina il 26enne è stato accompagnato in tribunale dai carabinieri. Difeso dall’avvocato Pierluigi Carta, il giovane ha raccontato al giudice Giulia Tronci di aver ricevuto il telefono da un marocchino di cui
non sa il nome. Il suo racconto è stato ritenuto poco credibile e dopo la convalida dell’arresto il giudice ha disposto la custodia cautelare a Bancali.

Carcere dal quale il giovane era uscito il 31 marzo scorso con in tasca un decreto di espulsione dal territorio nazionale.

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