Lunissanti a Castelsardo la suggestione si ripete

Grande partecipazione alla processione dei Misteri con gli apostoli incappucciati Dall’alba alla notte l’antico rito rivissuto grazie alla confraternita di Santa Croce

CASTELSARDO. Momenti di emozione, suggestione e fede per l’edizione 2019 del Lunissanti, rito, tutto castellanese, della Settimana Santa, tra i più suggestivi dell'isola. Certamente il più sentito, fra gli appuntamenti dell’anno liturgico, dalla cittadinanza locale tanto da essere compreso tra i giorni, a scelta, delle vacanze scolastiche delle scuole dell’obbligo cittadine.

Né la levataccia, né il fresco vento di grecale, hanno spaventato gli appassionati della processione mattutina, che è partita all'alba dalla chiesa di Santa Maria, sede della confraternita di Santa Croce, gelosa e orgogliosa custode del rito.

Nella chiesetta, colma all'inverosimile, si è assistito alla vestizione degli apostoli, alla consegna dei “misteri” da parte del priore Giuseppe Garrucciu e alla prima esibizione dei cori. Il corteo ha poi sfilato per un breve tratto del centro storico, in ricordo della partenza del pellegrinaggio che, in antico, partiva all’alba per arrivare in tarda mattinata a Tergu a rendere omaggio a Nostra Signora di Gerico.

La resa di omaggio è sempre un atto cruciale che ha visto, anche quest’anno la presenza del vescovo Sebastiano Sanguinetti. La ripresa dei “misteri” da Tergu è avvenuta nel primo pomeriggio, anticamente ci si avviava a piedi verso la rocca, dove si giungeva a “l'incrinadda”. Oggi si ricorda questo momento facendo partire la processione serale al tramonto, che fa da sfondo agli apostoli, accompagnati da piccole consorelle e confratelli che illuminano con le loro fiaccole le vie, rese buie dallo spegnimento dell’illuminazione pubblica.

L’arrivo a Santa Maria, complice la bella serata, si è registrato, quest’anno, ben oltre la mezzanotte. I confratelli, nuovamente riuniti, hanno intonato il De Profundis, prima di recarsi alla rievocazione dell'ultima cena, un momento del rito ma anche una festa. «Anche quest’anno abbiamo registrato la presenza di studiosi e appassionati che studiano e onorano le nostre tradizioni – ha sottolineato il priore pro-tempore – , da anni la Confraternita tiene rapporti di amicizia e collaborazione con analoghe realtà sarde e nazionali, i nostri riti sono già stati studiati dalle Università di Parigi, Roma, Bologna. Abbiamo avuto scambi anche con la Polonia, con la Francia a dimostrazione che la nostra, pur antica e
radicata, è una realtà in continua crescita. La presenze, sempre in aumento, per assistere alle cerimonie, lo dimostrano». I riti proseguono Giovedi Santo, alle 18, 30 con la messa in Coena Domini e, a seguire, la Prucissioni, con due cortei distinti: il Crocifisso e la Madre Addolorata.

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