In cella dopo il colpo in gioielleria

Mouhamd Chafaaoui, 26 anni di Thiesi, una settimana fa aveva rapinato il laboratorio orafo Cadoni

SASSARI. Prima di entrare in azione aveva atteso con calma che all’interno della gioielleria non ci fosse nessun cliente, poi si era presentato al bancone e aveva chiesto alla commessa di vedere una catenina d’oro per un regalo. Pochi istanti dopo però aveva mostrato le sue vere intenzioni, minacciando la dipendente del negozio, per poi allontanarsi con un tablet afferrato accanto alla cassa.

La fuga di Mouhamd Chafaaoui, 26 anni di origini marocchine ma nato a Ozieri e cresciuto a Thiesi, è durata però solo un paio di giorni. I carabinieri della sezione operativa della compagnia di Sassari lo hanno arrestato con l’accusa di rapina impropria e il giudice delle indagini preliminari Gian Cosimo Mura ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere.

La scusa del regalo, una settimana fa, non aveva convinto la dipendente del “Laboratorio orafo Cadoni” del corso Vittorio Emanuele – in pieno centro storico – perché Mouhamd Chafaaoui si era mostrato da subito nervoso. Temendo che il giovane avesse qualche strana intenzione la commessa aveva immediatamente preso il cellulare per chiamare il titolare del negozio e chiedere aiuto.

Un gesto che aveva fatto saltare i piani del 26enne, entrato all’interno della gioielleria del Corso con il progetto di rubare qualcosa. Resosi conto che la situazione si stava mettendo nel verso sbagliato, il giovane aveva intimando alla commessa di lasciare il telefono.

«Se non poggi subito il cellulare – aveva urlato il rapinatore – faccio entrare nel negozio i miei complici che stanno aspettando qua fuori».

A quel punto la donna, presa dal panico, aveva iniziato a urlare. Il 26enne era riuscito ad afferrare solo il tablet e poi si era dileguato nei vicoletti del centro. L’allarme era scattato immediatamente. Gli investigatori del nucleo operativo radiomobile, guidati dal tenente Fabrizio Ricciardi, si erano messi da subito sulle tracce del malvivente. Dopo aver ascoltato il racconto di alcuni testimoni i militari dell’Arma avevano da subito seguito la pista che li ha portati a Mouhamd Chafaaoui e per lui un paio di giorni dopo il colpo sono scattate le manette. Due giorni fa, assistito dal suo difensore l’avvocato Giuseppe Onorato, il 26enne è comparso davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Il giovane vive al momento senza fissa dimora e per
questo motivo, per evitare che possa rendersi irreperibile, il giudice ha disposto la custodia cautelare nel carcere di Bancali in attesa del processo. È il secondo colpo in due settimane, dopo quello messo a segno il 28 marzo da Lina Bartoletti, risolto dai carabinieri a tempo di record.

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