Villanova Monteleone, gli amici dell’allevatore morto: «Non era tranquillo»

Cadavere in piazza, restano i dubbi degli investigatori. Ruiu avrebbe utilizzato il coltello con la mano sinistra ma non era mancino 

VILLANOVA.

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Un
taglio anomalo sotto la gola, come se a praticarlo fosse stato un mancino e non un destro, com’era Pietro Ruiu. E poi quelle ferite sul petto – all’altezza del cuore – che potrebbero voler dire due cose. La prima, quella che secondo gli investigatori è la più plausibile, è che quei leggeri taglietti sul torace sarebbero due o tre tentativi di auto infliggersi delle coltellate non andati a segno per mancanza di coraggio da parte dell’allevatore di 74 anni, poco prima di sferrare contro di sé il colpo letale alla carotide.

La seconda lascia aperta la debole ipotesi che qualcuno – durante la notte tra giovedì e venerdì – abbia provato a colpire l’uomo di Villanova Monteleone al petto, prima di ucciderlo con il suo stesso coltello a serramanico, tagliandogli la gola. Arma ritrovata poi dagli investigatori sotto il copro di Pietro Ruiu solo quando, venerdì mattina, il medico legale Salvatore Lorenzoni è arrivato da Sassari nella piazza del paese e ha effettuato una prima ricognizione del cadavere riverso sotto il monumento dedicato ai Caduti in guerra, dove qualcuno ieri ha lasciato dei fiori e un lumicino.

 Rimane ancora avvolta nel giallo la morte Pietro Ruiu, un uomo che viveva solo e non aveva nemici, ma che in paese alla vigilia di Pasqua – il giorno dopo la tragedia – qualcuno ammette di aver visto cambiato nell’ultimo periodo. «Lo avevo visto più ombroso del solito negli ultimi giorni, forse qualcosa lo preoccupava» racconta in uno dei bar del centro, frequentato anche dall’allevatore, un compaesano che preferisce mantenere l’anonimato. Dubbi che si rincorrono – mentre la piccola comunità si prepara alla giornata di festa – insieme alla voce secondo cui di recente Pietro Ruiu avesse confidato a qualcuno di avere paura che volessero fargli del male.

Pietro Ruiu, la vittima
Pietro Ruiu, la vittima

Tanto da chiedere di essere raggiunto nella sua azienda in località “Su Bullone” per farsi riaccompagnare in fretta a Villanova Monteleone. Una voce che però gli uomini del nucleo investigativo provinciale dei carabinieri ritengono poco credibile. I militari dell’Arma tra ieri e venerdì hanno interrogato decine di persone, tra conoscenti e parenti dell’allevatore e sarebbero propensi a escludere l’ipotesi dell’omicidio. Se qualcuno avesse voluto effettivamente far del male a Pietro Ruiu avrebbe scelto il posto meno adatto del paese. Nella piazza centrale di Villanova si trova infatti anche la filiale del Banco di Sardegna con due telecamere, una delle quali è puntata proprio in direzione del monumento ai caduti.

«Era una brava persona – commenta don Francesco Tavera sulla porta della chiesa di San Leonardo – non meritava di fare questa fine atroce». Venerdì mattina è stato un ragazzino di 14 anni a notare il corpo di Pietro Ruiu riverso con la faccia nell’aiuola del monumento ai caduti, accanto a una pozza di sangue. Ed è stato proprio il minorenne a dare l’allarme, chiamando il 118 e i carabinieri. Quando i militari del Nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari sono arrivati nella piazza del paese, insieme a un’ambulanza, l’allevatore era però già morto da qualche ora. L’uomo aveva trascorso la serata di giovedì in una pizzeria per festeggiare i 18 anni di un nipote.

Nelle tasche dell’uomo gli inquirenti hanno rinvenuto 400 euro che l’allevatore aveva ritirato proprio dallo sportello bancomat del Banco di Sardegna. Un particolare – quello di prelevare del denaro prima di togliersi la vita – che continua ad alimentare i dubbi sulla fine. Il sostituto procuratore Maurizio Musco, titolare dell’inchiesta, martedì mattina affiderà l’incarico al medico legale per effettuare l’esame autoptico che dovrebbe fornire qualche risposta in più ai dubbi rimasti agli investigatori dell’Arma per una morte ancora avvolta nel mistero. «La nostra comunità è scossa – spiega nel suo ufficio il sindaco del paese Quirico Meloni – una tragedia che alla vigilia di Pasqua ha fatto calare un velo di tristezza su tutta la nostra comunità».

Un paese che nonostante l’anomalia della morte di Pietro Ruiu non vuole credere che qualcuno possa averlo ucciso. «Era un brav’uomo – racconta Antonino Niolu, amico e vicino di casa del 74enne – Pietro non aveva nemici qui a Villanova. Quello che è successo ci ha lasciati tutti senza parole».

 

 

 

 

 

 

 

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