Liste di attesa: a Sassari garantiti gli esami secondo le urgenze

Riscontri positivi sulle prenotazioni con le priorità cliniche. L’unica prestazione fuori tempistica è la visita oculistica

SASSARI. Le “classi di priorità” e i “raggruppamenti di attesa omogenei” introdotti da un mese stanno pian piano ridisegnando le agende con le prenotazioni a Cup. Si tratta della rivoluzione avviata dall’ex assessore regionale alla Sanità Luigi Arru.

L’Ats 5 giorni fa ha prodotto le prime elaborazioni (solo con i primi accessi e senza considerare i secondi controlli fissati dagli specialisti), e il bilancio è già positivo: l’unica voce che non rispetta i parametri di efficienza indicati dal Ministero è quella delle prestazioni programmate per le visite oculistiche.

Dovrebbero essere garantite entro i 180 giorni, mentre a Sassari l’attesa è ancora di 196 giorni. Per il resto tutti gli altri esami o controlli, sia che abbiano la classificazione Urgente (da erogare nelle 72 ore) Breve (entro 10 giorni), o Differite (da 30 a 60 giorni) o Programmate (entro i sei mesi), sono fissati nei tempi corretti.

Questo rappresenta un passo avanti nella qualità assistenziale del territorio di Sassari, dove il governo delle liste di attesa è sempre stato caotico. Significa poter operare una selezione nell’attribuzione di prime visite e controlli sulla base di tempi dettati da un criterio di urgenza. Un paziente che ha bisogno di un controllo medico per un rischio reale per la propria salute, non dovrà più entrare nel calderone delle vecchie agende Cup definite secondo la legge del chi prenota per primo, verrà visitato per primo. Chi ha bisogno di un controllo in tempi rapidi verrà inserito (su indicazione del proprio medico di base) subito nella sua classe di priorità, mentre le lunghe attese di mesi riguarderanno solo chi non è in una condizione di pericolo.

I Rao in sostanza stanno riorganizzano la giungla secondo le urgenze cliniche, e le strutture sanitarie sono obbligate a offrire una visita cardiologica in tempi Brevi (10 giorni) per una aritmia o per una palpitazione o dispnea dopo un breve sforzo. Se invece le palpitazioni insorgono dopo uno sforzo moderato, il paziente avrà diritto ad ottenere la visita differita entro 30 giorni. Oppure si può fare l’esempio delle mammografie, altro esame tra i più saturati nelle agende. I noduli sospetti dovranno essere accertati entro 10 giorni, quelli non sospetti entro un due mesi. E nel caso di visita neurologica, un sospetto Parkinson dovrà essere esaminato entro 10 giorni, mentre l’emicrania violenta e improvvisa comporterà dei tempi massimi di attesa di un mese.

La rivoluzione delle liste di attesa è ancora nella fase embrionale, e per entrare a regime occorrerà almeno un anno. Al momento solo il 10 per cento delle impegnative sono prescritte con l’inserimento delle classi di priorità. Ma la percentuale è destinata a crescere velocemente.

Inoltre numerosi esami come ad esempio le tac, le ecografie o le risonanze risultano ancora nelle vecchie agende, che saranno riorganizzate secondo i Rao solo dopo che gli esami già assegnati verranno smaltiti.

Tra le criticità da superare rimane sempre la congruità delle visite prescritte. Dalle rilevazioni Ats risulta che almeno un 30% degli esami e delle visite sono superflui o comunque evitabili per arrivare a una corretta diagnosi. Questo appesantisce le agende e comporta costi ulteriori per la sanità.

Altro problema che dovrà essere affrontato è il 10% di prenotazioni che vanno a vuoto perché il paziente non si presenta (senza premunirsi disdire) all’appuntamento.
Si dà buca a circa 800mila visite all’anno a Sassari, con uno spreco prezioso di tempo e risorse. In alcune regioni, se l’utente non produce un’adeguata giustificazione, deve pagare comunque il ticket dell’esame saltato, pena la sospensione da tutte le successive prestazioni a Cup.

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