San Nicola di Solio rinasce dopo un lungo restauro

La chiesa romanica gioiello architettonico della “valle delle primizie” di Sedini I lavori sono un capitolo del progetto del “Parco dei monasteri medievali”

SEDINI. Si sono finalmente conclusi i lavori di restauro della chiesa di San Nicola di Solio, gioiello architettonico della valle del Silanis e di pulizia dell’area archeologica ad essa pertinente. È un capitolo importante del più ampio progetto “Parco dei Monasteri Medievali” che, in un’ottica di sistema territoriale, ha visto coinvolti anche altri Comuni dell’Anglona, le cui chiese romaniche danno una forte identità a questa parte del nord Sardegna.

Il Comune di Sedini, capofila del progetto, è ora pronto a recuperare e a rilanciare la filosofia originaria del progetto, mettendo in connessione i diversi monumenti presenti nel perimetro comunale e facendo rete con le altre realtà e iniziative del territorio (enogastronomia, ricettività, sport) che guardano al turismo sostenibile.

«Occorre essere lungimiranti – spiega Domenico Sanna, assessore al Turismo del Comune anglonese – e porre in essere progetti di ampio respiro. Non possiamo più permetterci di investire risorse in opere di immediata visibilità, che spesso si rivelano fini a se stesse o inutili. Il patrimonio culturale di Sedini e in più larga scala dell'Anglona, rappresenta una vera ricchezza, un’opportunità per frenare l’emorragia di giovani e spopolamento dei nostri paesi».

La valle delle primizie, così veniva chiamata la valle del Silanis, è un’area di grande pregio paesaggistico, un canyon naturale ricco di vegetazione con un percorso naturalistico archeologico che porta su stradine medievali ai vecchi mulini, ai piccoli orti con le specie antiche di ciliegi e alle chiese e i villaggi medievali abbandonati in epoche remote.

All'imboccatura della valle si apre un’ampia radura e qui, all’inizio del XII secolo, i monaci giunti da Montecassino, fondarono il priorato di San Nicola di Solio di cui oggi rimangono i ruderi della splendida chiesa e di cui, grazie ai lavori appena conclusi, iniziano ad affiorare anche quelli del prestigioso monastero.

Sedini si avvantaggia già da anni di un bacino di utenza turistico-culturale di tutto rispetto, la sua famosa domus de jana, tra le più note e apprezzate in Sardegna, richiama migliaia di visitatori all’anno. Ma anche della sua vicinanza al mare. Come fa notare Giovanna Liscia, archeologa e responsabile dei lavori a San Nicola di Silanis, «non c’è dubbio che qui, in primis, sia proprio il tema del medioevo monastico, che si presta ad innumerevoli e suggestive declinazioni, a rappresentare la vera opportunità di differenziazione dell’offerta turistico-culturale».

«Portiamo avanti
la nostra idea di turismo – dice ancora Domenico Sanna – siamo in sinergia con la Soprintendenza, che incoraggia i nostri lavori sui monumenti, e notiamo che anche tra i nostri concittadini sempre più c’è la voglia e il coraggio di pensare a piccole nuove iniziative imprenditoriali».

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