I cannonau anglonesi primi in Francia

Al Grenache du Monde successo per Deaddis, Tenute Rossini e Binzamanna 

SEDINI. Ci sono anche tre pregiati Cannonau dell’Anglona fra i vini premiati nella settima edizione di Grenaches du Monde, il concorso enologico internazionale itinerante dedicato ai vini ottenuti dalle diverse varietà appartenenti alla famiglia dei Grenaches (in Italia: Cannonau, Gamay del Trasimeno, Tai rosso, Granaccia, Bordò, Alicante, etc).

Dopo il successo dello scorso anno in Spagna, l’edizione 2019 è tornata quest’anno in Francia, a Perpignan, nella regione del Roussillon. Un concorso che ricopre particolare importanza perché permette ai vini sardi, soprattutto ai Cannonau, di competere nella sezione più rappresentativa con gli altri vini del mondo a base Grenache.

Fra i tantissimi vini in concorso (oltre 800) arrivati da tutte le parti del mondo la Sardegna ha fatto la parte del leone e due vini anglonesi si sono aggiudicati la medaglia d’oro e un altro la medaglia d’argento.

Un risultato straordinario per una regione come l’Anglona che solo da qualche anno ha intrapreso la produzione di vini di grande pregio e che premia il coraggio e l’intraprendenza di alcuni giovani viticoltori che hanno creduto fortemente in questo settore e nelle sue potenzialità.

Le medaglie d’oro sono andate al Capo Sardo Riserva - 2015 Doc Cannonau di Sardegna prodotto dalla Cantina Deaddis di Sedini e al Rolù - 2016 Doc Cannonau di Sardegna delle Tenute Rossini di Laerru. Ottima medaglia d’argento anche per il Nuraghe Sas Molas - 2015 Doc Cannonau di Sardegna Riserva della Cantina Binzamanna di Martis. Una gran bella soddisfazione per Gian Luigi e Silvia Deaddis che con le loro figlie nei vigneti tra Sedini e Bulzi producono vini da varietà autoctone quali il Cannonau, il Vermentino e il Bovale, ma anche da vitigni internazionali come il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc e il Merlot, per l’instancabile Teodora Sini che con i suoi figli nelle nuove vigne impiantate a Laerru produce nella maniera più naturale possibile vini autoctoni, dal carattere forte, piacevoli al palato e particolarmente fruttati
e per Sara Spanu e suo marito Walter Deledda che a Martis hanno recuperato dei vitigni autoctoni e ripristinato le vigne storiche, abbandonate nel dopoguerra, ampliando la superficie viticola per produrre vini caratterizzati da corposità e struttura.

Mauro Tedde



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