Le statue dei tre martiri a Balai

Un lungo corteo per la processione dalla Basilica al santuario sulla roccia. Via al pellegrinaggio

PORTO TORRES. Un corteo numeroso e composto ha accompagnato ieri sera i simulacri lignei seicenteschi dei Santi Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario nei tre sepolcri di epoca romana della chiesetta di Balai vicino.

Prima della processione la messa in Basilica, dove il parroco don Mario Tanca ha voluto ricordare altri due Martiri, Giacomo e Filippo, «che hanno sacrificato la loro vita per difendere la fede cristiana». A seguire il corteo formato dai gruppi di preghiera, dai rappresentanti del clero, dai comitati di bandiera, dalle associazioni culturali, dalle autorità civili e militari, dalla banda musicale Amici della Musica di Sassari e da tanti cittadini di tutte le età. I tre Corpi Santi sono arrivati all’imbrunire all’interno del luogo di culto a picco sul mare - dove, secondo il Condaghe di San Gavino, vennero trovate le reliquie dei Santi da parte della sorella del giudice Comita - e resteranno negli ipogei fino alla domenica di Pentecoste per permettere a migliaia di fedeli provenienti da tutta la Sardegna di poterli visitare.

Nella chiesetta si celebreranno due messe al giorno dal lunedì al venerdì, alle 7 e alle 17,30, mentre sabato e domenica le funzioni cominceranno alle 10,30. La novità di quest’anno è che nelle celebrazioni si alterneranno sacerdoti missionari della diocesi. Da oggi comincerà anche il pellegrinaggio dei fedeli portotorresi e di quelli di tutta la diocesi verso la chiesetta di San Gavino a mare, per pregare o mantenere una “promessa” davanti ai tre Protomartiri Turritani. Il culto per San Gavino è molto diffuso nella vicina isola della Corsica, dove ci sono cinque paesi che portano il suo nome, e anche nella zona del Mugello in Toscana e in Campania ci sono chiese dedicate al santo patrono di Porto Torres. L’intero mese di ottobre inoltre, mese del martirio, per i sardi è semplicemente Santu Aini (Gavini). Storia e tradizione si uniscono anche nel pellegrinaggio notturno che si svolge tra il sabato e la domenica di Pentecoste, codificato in una pubblicazione del 1620 dal canonico Francesco Roca, ponendosi tra i più antichi riti religiosi della Sardegna. I pellegrini partono da Sassari e dai paesi del circondario a mezzanotte e arrivano nella chiesa romanica verso le 3 del mattino: il cammino si divideva in dieci tappe, ognuna delle quali veniva associata agli episodi della Passione di Cristo, immaginando di lasciare la Betania, come fece Cristo, per raggiungere Gerusalemme. Il calendario delle celebrazioni continuerà oggi con l’anniversario della Dedicazione della Basilica e alle 19 sarà l’Arcivescovo di Sassari monsignor Gian Franco Saba a presiederla. Al termine della funzione il vescovo si recherà nella cripta, davanti alle reliquie dei Martiri, per la preghiera e il giuramento. Poi conferirà ufficialmente gli incarichi: vicario generale della diocesi
a monsignor Antonio Tamponi, vicario ad Omnia a monsignor Marco Carta e vicario presbiterale a don Salvatore Fois. Domenica 12 maggio alle 10.30, invece, nella chiesetta a picco sul mare verrà celebrata una messa con la partecipazione dei ragazzi del catechismo con le loro famiglie.

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