Usura, per gli ex vertici di Mps udienza davanti al gup

Imprenditore di Ardara si era visto sequestrare casa e azienda dopo un prestito. Secondo il giudice per le indagini preliminari gli interessi erano “gonfiati”

ARDARA. È stata fissata per giovedì 16 maggio l’udienza davanti al Gup del tribunale di Sassari che deciderà le sorti processuali dell’inchiesta sui presunti tassi usurari che sono costati la perdita e la messa all’asta dell’azienda agricola Camboni-Soddu di Ardara. Sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere se rinviare a giudizio dieci consiglieri d’amministrazione della banca Monte dei Paschi di Siena, o di accogliere una eventuale richiesta di rito alternativo che potrebbe essere presentata dai loro legali.

Le indagini a carico dei componenti del Cda della banca - Liliana Bracciali, Fausto Maria Carignani, Giuseppe Catturi, Marco Comporti, Giuseppe Gugliotti, Riccardo Margheriti, Franco Nerucci, Aviano Savelli, Alessandro Vercelli - si erano riaperte lo scorso anno su richiesta del Gip Giangiacomo Mura, che aveva ipotizzato che la banca avesse praticato nel 2008 dei tassi “gonfiati” agli interessi di mora su un vecchio debito contratto dall’allevatore Gianfranco Camboni e dalla moglie Giovanna Maria Soddu nel 2000, durante un’annata di particolare crisi del settore agricolo. Stando alle analisi compiute lo scorso anno dagli esperti dello studio bresciano Sdl Centro Studi, infatti, il tasso sarebbe stato aumentato di circa dieci punti percentuali rispetto a quanto normalmente applicato, trasformando l’iniziale prestito di 600 milioni di lire, chiesto come detto nel 2000, in una somma astronomica, impossibile da pagare.

Con la crisi che invece di terminare aumentava, i Camboni nel 2006 saltarono una rata (che al momento della contrazione del mutuo ammontava a 25 milioni di lire) e l’anno successivo furono costretti chiedere una rinegoziazione del mutuo stesso: ed è proprio su questa rinegoziazione che si è puntata la lente di ingrandimento degli inquirenti. La famiglia Camboni, assistita dall’avvocato Vittorio Marroccu, è pronta a costituirsi parte civile: a causa delle rate troppo elevate gli allevatori videro la loro azienda messa all’asta, e nel 2015, dopo pochi anni, dovettero lasciarla. Oltretutto i loro terreni, le attrezzature, le pertinenze furono cedute a un prezzo a dir poco irrisorio: 156 mila euro a fronte di un valore stimato di non meno di 850 mila.

Ora la famiglia Camboni vive sempre ad Ardara, ma altrove: in una casa costruita su un terreno che apparteneva alla famiglia Soddu e che, sebbene messo a garanzia

per lo stesso mutuo, si è riusciti a recuperare. Una tetto sulla testa e una vita tranquilla, con l’allevatore non più giovanissimo che si arrangia a fare dei lavoretti in campagna per mantenere la famiglia mentre la sua florida azienda da 65 ettari è finita in altre mani.
 

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