È l'ora di volare alto per il bene dei sardi

Ora servono scelte forti per fare cambiare passo a una Sardegna ancora inchiodata - L'EDITORIALE

Il contagiorni è finito. Finalmente abbiamo udito il vagito della Giunta di Christian Solinas. L’approdo è stato molto travagliato, il percorso disseminato di ostacoli di varia natura, il futuro è nelle mani di uomini e donne che fanno parte del nuovo governo. Solinas deve essere un accanito lettore di Milan Kundera che ha scritto un libro magistrale sulla lentezza. Il primo in lingua francese dopo la fuga da Praga. Lo scrittore ceco fa un elogio della lentezza persa con la velocità della modernità. Non so se il nuovo governatore si è ispirato a questa opera.

Ma non possiamo certo dire che la lunga gestazione abbia prodotto un effetto prodigioso sulle sue scelte. Ci saremmo aspettati di più e di meglio alla fine del travaglio invece abbiamo assistito a una spartizione selvaggia tra tutti i partiti e le liste che hanno contribuito al successo del centrodestra. Ricordiamo le dichiarazioni pre e post voto con sottolineature potenti sulla competenza degli assessori. E quello che ci ha ripetuto Matteo Salvini qui in redazione alla Nuova: «Se ci daranno la forza di scegliere, cacceremo i notabili e punteremo su persone di grande qualità». Il leader della Lega se la sentirebbe di sottoscrivere oggi queste dichiarazioni alla luce delle scelte dei nuovi assessori?

Permettetemi di esprimere qualche dubbio. Ma non perché voglio anticipare il giudizio sul loro operato (questo lo vedremo da domani in avanti e controlleremo tutti gli atti che verranno approvati). Me ne guardo bene. Certo, leggendo i loro curriculum non mi sento di dire che ci siano tutte le persone giuste al posto giusto. La Sardegna ha bisogno di scelte forti. Solinas ha preferito nel suo discorso programmatico parlare di identità in tutti i settori, di nuove leggi che dovranno modificare certi assetti, vedi l’urbanistica, ma non ha annunciato la cancellazione del Ppr di Renato Soru. Per ora si tratta di linee di indirizzo comuni ad altri presidenti. Dovremo aspettare il dettaglio per capire come si muoveranno il governatore e i suoi assessori. E qui siamo. Pronti a stimolare, per il bene della Regione, le cose da fare con immediatezza. Anche se c’è l’estate di mezzo non si può perdere tempo su diversi fronti: bisogna farsi restituire dallo Stato i 200 e passa milioni degli accantonamenti. Si deve far capire al governo gialloverde che la vergogna della mancata continuità dei voli va cancellata per sempre. I sardi sono cittadini italiani a pieno titolo non sudditi. Dunque, gli va dato ciò che gli spetta senza tergiversare o scaricare le responsabilità sull’Europa. Il governo centrale, assieme alla Regione Sardegna, devono far pressioni sul Parlamento che uscirà dalle urne del 26 maggio per garantire collegamenti seri all’Isola. Il resto sono chiacchiere o pura propaganda. Qui ci vogliono fatti. Solinas deve volgere lo sguardo in avanti e non pensare a quello che hanno fatto gli altri. Tiri fuori la personalità necessaria per guidare la Regione con rigore e determinazione. E se gli assessori non saranno all’altezza, li sostituisca. Per lui Salvini (fino a quando resterà in piedi questo governo gialloverde) non può assumere le sembianze di un paracadute ma semmai di un portatore vero delle istanze isolane in sedi più alte. Non ci saranno alibi. Non c’è un esecutivo centrale di segno opposto. Nessuno può frapporre ostacoli alla Sardegna, neppure i 5Stelle che litigano tutti i giorni con la Lega. Bisogna smetterla con i piagnistei e tutti (a cominciare dalla gente comune) si devono tirare su le maniche per risolvere i problemi. Inutile lagnarsi se i ragazzi

vanno via, se l’occupazione è in calo, se i voli non ci sono, se il turismo dura solo pochi mesi. Perché ricordatevi che gli slogan elettorali hanno il fiato corto. Ora sono finiti. Da oggi in avanti si lavora per il bene comune. Almeno si spera. Buon lavoro.


 

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