Usini mette in mostra chiese e monumenti aperti

Domani e domenica si potrà visitare la Natività di Maria Vergine e Santa Croce  Altri fiori all’occhiello sono la Casa Derosas, l’antico lavatoio e Casa Diaz

USINI. Un tuffo nel passato alla riscoperta di tutto quello che è stato tramandato: dalla storia all’archeologia, dalle bellezze artistiche fino e ai monumenti architettonici. Il paese si trasforma quindi in una grande vetrina grazie all’iniziativa “Monumenti aperti” in programma domani e domenica 12. L’iniziativa, giunta alla quarta edizione grazie all’Amministrazione comunale, che si è avvalsa della preziosa collaborazione l’Istituto Comprensivo “Grazia Deledda”, la Biblioteca Comunale, l’Università di Sassari e tutte le associazioni di Usini attraverso la Consulta delle Associazioni, è diventato un appuntamento atteso e per l’occasione metterà in mostra sei monumenti: l’antica chiesa romanica Santa Croce risalente al 1100, la chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine realizzata in stile tardo barocco, l’antico lavatoio “Su trogliu”, la Casa Derosas un antico palazzo signorile risalente alla fine del 1800, la corte di Casa Diaz e il cimitero monumentale al cui interno, trovano ancora spazio diverse tombe antiche in stile neoclassico, risalenti alla seconda metà dell’800.

«Aderire con convinzione a questa manifestazione serve anche a noi per avere maggiore consapevolezza della nostra identità – ha detto il sindaco Antonio Brundu –. Il passare degli anni e dei secoli ha sicuramente modificato le nostre abitudini e i nostri stili di vita ma, nel nostro cuore, vogliamo essere ancora, e lo siamo realmente, quel paese accogliente ed ospitale pronto a mostrarsi in tutta la sua fierezza». Le visite saranno guidate dai ragazzi del locale Istituto Comprensivo, con il supporto della professoressa Franca Quadu, insieme a tutti gli studenti di Usini di ogni ordine e grado. «Un viaggio nel tempo – ha aggiunto Antonio Brundu – ma soprattutto, grazie alle iniziative collaterali, si vuole riportare all’attualità tradizioni dimenticate».

Tra gli eventi collaterali spicca quello previsto per domani in Piazza Arborea, dalle ore 21 andrà in scena “A passu de ballu”, occasione per riportare in piazza il ballo tradizionale sardo. La parte musicale sarà affidata all’associazione Sos Traditzionales e all’organetto di Giuseppe Cubeddu.

Inoltre, nella Necropoli di S’Elighe Entosu, domani dalle 15,30 alle 18 e domenica dalle 10 alle 13, si svolgerà “Un giorno da archeologo”, iniziativa volta a conoscere lo scavo in corso
nella necropoli a cura del laboratorio di preistoria e archeologia sperimentale (LaPArS) dell’Università di Sassari. I monumenti saranno visitabili gratuitamente, il sabato mattina dalle 10 alle 13 e nel pomeriggio dalle 15.30 alle 18 e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.

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