Giurano i sette nuovi assessori: completata la giunta regionale

Un esecutivo variegato in cui figurano insieme a una ex Forza Nuova, anche due ex dirigenti del Partito democratico

CAGLIARI. Giurano nell'aula consiliare i sette nuovi assessori scelti l'8 maggio dal governatore Christian Solinas a completare con tanti affanni la nuova giunta regionale. Dopo Giuseppe Fasolino (Forza Italia, bilancio e programmazione), Alessandra Zedda (Forza Italia, lavoro), Mario Nieddu (Lega, sanità), Gianni Lampis (Fratelli d'Italia, ambiente) e Gianni Chessa  (Psdaz, turismo e commercio),  ecco gli altri sette.

La corazzata Solinas fin da subito si è presentata variegata, a sostenerla alle elezioni del 24 febbraio erano 11 sigle che in questi quasi tre mesi di trattative e divorzi sono aumentate di due o tre unità. Ma scorrendo i curriculum politici dei nuovi membri della giunta si scopre che le sigle sono ancora di più. E ancora più variegate. Addirittura due neo assessore, oggi espressione di movimenti di centrodestra, hanno un recentissimo passato nel Pd. Mentre una terza, oggi salviniana doc, è stata candidata alla Camera con i neofascisti di Forza Nuova. Passati ingombranti ma anche profili non del tutto in linea con le deleghe.

L’unica cosa certa è che tutti hanno un diploma, la cui assenza nel curriculum è costata l’assessorato alla gallurese Daria Inzaina. Al suo posto, ma agli Affari generali anziché all’Agricoltura, la Lega ha indicato Valeria Satta, cagliaritana, classe 1983, prima commessa, oggi “assistente e consulente farmacisti, rifornimento materiale e vendita”. Alle ultime regionali Satta era candidata nel collegio di Cagliari: 335 voti, ottava in classifica. Ma prima di rimanere folgorata da Salvini la nuova assessora agli Affari generali aveva già avuto un’esperienza politica nel 2013: capolista alle politiche per l’estrema destra di Forza Nuova, che in tutta l’isola si era fermata allo 0,2 per cento.

Un passato politico opposto per Gabriella Murgia, classe 1967, nata a Lanusei ma residente a Oristano, nominata assessora all’Agricoltura. Consulente del lavoro, è presidente regionale della Commissione pari opportunità. In quota Pd. In realtà, 5 anni fa Murgia si era presentata alle elezioni con La Base di Efisio Arbau, nel centrosinistra, ma quando il sindaco di Ollolai ha rotto con Pigliaru - oggi è anche passato con il centrodestra - lei è rimasta nel Pd, diventando una renzianissima di ferro. «La storia si ripete, quando il popolo vota guidato dalla pancia», aveva scritto Murgia su Facebook il giorno dopo il ko del Pd alle politiche. In autunno poi si è avvicinata a Stefano Tunis, con cui condivideva i comuni trascorsi all’Aspal, ma nella giunta Solinas entra in quota Sardegna civica e Fortza Paris. E un’altra ex Pd dovrebbe entrare nell’esecutivo di centrodestra.

La casella mancante dell’Industria, spettante a Sardegna20Venti di Tunis, è andata ad Anita Pili, sindaca di Siamaggiore. Classe 1982, laureata in Economia del turismo, è nata politicamente all’ombra di Pasquale Onida, ex presidente della Provincia di Oristano, salvo poi passare nel Pd, di cui ha fatto parte della direzione regionale. Prima delle sue elezioni il suo nome era circolato come possibile candidata alle Primarias del Partito dei sardi, ma lei smentì, tanto che qualche settimana dopo prese parte all’assemblea dei sindaci che incoronò Massimo Zedda leader del centrosinistra. Un mese dopo però lei si è candidata nella lista di Sardegna20Venti. Col centrodestra.

Un leghista della prima ora è Giorgio Todde, classe 1983, ogliastrino di Girasole, dipendente dell’Igea, l’Agenzia per il lavoro, e un recente passato da responsabile della manutenzione nei cantieri di Arbatax. Giovanissimo assessore al Turismo nel suo piccolo comune, aderisce alla Lega quando al timone c’è ancora Bossi. Alle ultime regionali ha preso 2.121 voti, il terzo più votato di tutta la Lega, ma senza riuscire a entrare in Consiglio. Un sacrificio che la Lega ha voluto ripagare con un assessorato, anche se uno dei più ostici: i Trasporti.

Per due dei nuovi assessori nominati ieri da Solinas la giunta regionale non è una novità. La carriera politica di Andrea Biancareddu, 53 anni di Tempio, di cui è sindaco dimissionario, è iniziata nel 1990, consigliere comunale nella sua città. Poi, quattro anni dopo, lo sbarco in Regione con Forza Italia, dove viene confermato per quattro legislature di fila, anche se a un certo punto sotto le insegne dell’Udc: quattro legislature che gli fanno percepire il vitalizio da quando ha 48 anni. Insomma, è un baby pensionato. Assessore all’Urbanistica con Pili, all’Ambiente con Cappellacci, con Solinas sarà alla Cultura e pubblica istruzione. Coinvolto nell’inchiesta per i fondi ai gruppi, è attualmente sotto processo.

In giunta Biancareddu ritroverà Roberto Frongia, già assessore al Turismo negli esecutivi Floris, Pili e Masala, che ha ricevuto la delega ai Lavori pubblici. Classe 1960, avvocato di Iglesias, Frongia è uno dei leader dei Riformatori, ma in questi anni si è occupato della battaglia sull’insularità, presiedendo il comitato per il riconoscimento del principio nella Costituzione.

Nato politicamente con An, oggi presidente del Psd’Az, è infine Quirico Sanna, nuovo assessore agli Enti locali e all’urbanistica. Avvocato di Monti, è uno dei rappresentanti della nutrita compagine gallurese nella giunta Solinas. Consigliere comunale nel suo paese d’origine, nel 2010 lascia la destra di Fini per approdare nel Partito sardo d’azione e centra l’elezione nel consiglio

provinciale di Olbia Tempio, dove diventa assessore alle Attività produttive nella giunta guidata dall’allora senatore Fedele Sanciu. È un fedelissimo di Solinas, che lo ha voluto prima vicesegretario del partito e ora a capo di uno degli assessorati più delicati.
 

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