A pranzo per far del bene: a Sorso nasce il “pasto sospeso”

L’idea del ristoratore Giuseppe Marras che ha fondato una Onlus. Un progetto con la Casa della fraterna solidarietà e la Dinamo Basket

SASSARI. Andare al ristorante, in pizzeria o al bar e al momento di pagare il conto lasciare qualche soldo in più a cuor leggero. Perché quegli spiccioli (pochi o tanti, non importa) andranno ad accumularsi e si trasformeranno in un pranzo servito a chi non può permetterselo. È il senso della Onlus “Pasto sospeso” del ristoratore di Sorso Giuseppe Marras che nei giorni scorsi ha messo in moto ufficialmente la macchina organizzativa di un’idea a lungo cullata e che ora è diventata realtà: sulla scia del “caffè sospeso” inventato a Napoli, coinvolgere il mondo della ristorazione in una grande opera di solidarietà. E i suoi primi partner sono solidi e importanti: Aldo Meloni, anima della Casa della Fraterna solidarietà, e la Dinamo Basket.

«L’idea mi è venuta dieci anni fa quando un amico di Napoli mi ha svelato l’esistenza del caffè sospeso» racconta Giuseppe Marras, titolare di un’avviata azienda di catering e di un locale sul lungomare della Marina di Sorso. «Purtroppo lasciare un caffè sospeso al bar è abbastanza semplice – aggiunge –, per donare dei pasti serve una struttura più importante. In tutto questo tempo ho studiato mi sono confrontato con tante persone, ho avuto la collaborazione dell’Università di Sassari col Cubact e di Stefano “Remunnu” Cucca che è un grande manager. Quello che mi serviva era trovare un modo per realizzare la mia idea nel modo più semplice possibile e con soddisfazione di tutti. Perché lo faccio? Perché donare non è mai abbastanza e c’è tanta gente, più di quanto si possa pensare, che fa fatica a mangiare regolarmente ogni giorno». Il meccanismo del pasto sospeso funziona in questo modo: ci sono degli esercizi convenzionati dove i clienti vengono invitati a fare le loro donazioni, senza limiti minimi e massimi, che vengono poi registrate. Quando nel “salvadanaio” del pasto sospeso viene raggiunta una cifra congrua (attorno ai 150, 200 euro), il titolare del locale (che a sua volta contribuisce) trasforma i soldi in pasti reali monoporzione che vengono inviati alle associazioni convenzionate. E gli autori delle donazioni vengono avvisati con un messaggio sul cellulare, garantendo così la tracciabilità del percorso.

Sono già stati tanti i locali del Nord Sardegna che hanno aderito all’iniziativa (a Sassari, Sorso, Sennori, Castelsardo, Olbia), mentre la prima associazione che riceverà i pasti è la Casa della Fraterna
solidarietà, da anni impegnata su questo fronte con iniziative di ogni genere. E Giuseppe Marras non vuole fermarsi: «Vorrei fare una piattaforma digitale per aprire a tutto il mondo le porte del progetto. Purtroppo servono tanti soldi e per ora è solo un sogno, ma domani, chissà».

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