Il sindaco: «Giusto puntare sulla prevenzione»

Centinaia di verifiche e numerose sanzioni. L’ordinanza comunale legittimata dal Consiglio di Stato

SASSARI. L’operazione portata a termine dagli agenti della polizia locale è in linea con le misure di contrasto alle ludopatie che il Comune di Sassari ha messo in campo ormai dal 2017.

Nel 2018 gli agenti hanno effettuato 257 controlli rilevando 47 violazioni e adottando 24 provvedimenti di sospensione delle attività interessate. Nel corso dei primi mesi del 2019, invece, i controlli sono già stati 70, 15 le violazioni contestate e 4 le iniziative per la sospensione di attività non in regola.

«Continua la battaglia dell’amministrazione comunale – ha detto il sindaco Nicola Sanna – al gioco d’azzardo patologico. Ma così come è determinante lavorare sulla repressione, è importante puntare sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione, in particolare delle giovani generazioni».

E c’è da dire che su questo fronte il Comune di Sassari è già avanti, con scelte anche coraggiose e intelligenti, in particolare con l’erogazione di contributi ai commercianti che decidono di rendere slot-free i loro locali e che aderiscono al programma triennale di contrasto al gioco d’azzardo patologico. E grazie anche a una ordinanza che riduce le fasce orarie di funzionamento delle slot machine.

La validità dell’ordinanza è stata legittimata di recente dal pronunciamento del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso presentato da una società contro il Comune di Sassari in cui si chiedeva «la riforma della sentenza del Tar Sardegna concernente l’impugnativa dell’ordinanza del sindaco Nicola Sanna (n. 19 del 28 aprile 2017) nonché di ogni altro atto presupposto, collegato, inerente, conseguente o comunque derivato, ancorché incognito». Il Consiglio di Stato ha ritenuto «che l’invocata misura della sospensione cautelare dell’esecutività della sentenza appellata non appare assistita da sufficienti elementi di fumus boni iuris, essendo le ordinanze sindacali impugnate in primo grado legittima espressione del potere di regolazione degli orari degli esercizi commerciali (di cui all’art. 50, comma 7, del t.u.e.l.), compatibile con la disciplina degli apparecchi automatici per il gioco d’azzardo, e
con il loro funzionamento, presupponente il collegamento con la rete telematica nazionale. E la censura concernente il sistema sanzionatorio appare, allo stato, sprovvista di interesse, e dunque, a maggiore ragione, priva del requisito del pregiudizio grave ed irreparabile». (g.b.)

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