Urbanistica, le proposte dell'assessore: sì di costruttori e sindacati no dagli ambientalisti

Le idee di Sanna su come impostare la nuova legge al centro del dibattito

SASSARI. Il master plan dell’assessore all’Urbanistica Quirico Sanna riceve molte adesioni e qualche critica. Il centrodestra deve ancora dimostrare di non avere un cuore di cemento, ma le dichiarazioni di Sanna nell’intervista alla Nuova trovano l’immediato sostegno non solo dell’Associazione nazionale costruttori edili, e questo era scontato, ma anche dei sindacati. Sanna ha promesso che varerà la nuova legge urbanistica entro un anno. E lo farà senza radere al suolo l’attuale sistema di leggi che regolano l’urbanistica, Ppr compreso. Per Sanna occorre migliorare le leggi, renderle attuali. Al centro della sua impostazione ha messo la tutela del territorio e dell’ambiente. Ma ha fatto capire che la politica del “no” a qualsiasi tipo di intervento sarà abolita. Così come ha messo in primo piano l’importanza del recupero degli edifici che già esistono. L’assessore ha puntato la sua attenzione sui centri dell’interno e ha fatto capire che vuole cambiare l’impostazione della filosofia urbanistica. Ripartire dai centri storici dei piccoli paesi e delle città ridotti oggi a “cimiteri immobiliari” dalla rigidità delle norme. Il recupero di questi centri secondo Sanna servirà per rivitalizzare questi centri e spingere un turismo extra balneare.

«Condivido le parole di Sanna – spiega il presidente dell’Ance Sardegna Pierpaolo Tilocca –. L’approccio è corretto. Si vuole salvaguardare il territorio unico e irripetibile della Sardegna. Ma si vuole coniugare questa esigenza con lo sviluppo. L’assessore ha parlato in modo equilibrato. Ha messo l’accento sulla necessità di riqualificare gli immobili che hanno bisogno di un restyling per essere competitivi sul mercato. Apprezzo l’attenzione con cui ha legato l’esigenza di riqualificare il patrimonio esistente con la lotta allo spopolamento delle zone interne. Sanna ha ragione una bruttura è tale sul mare e a due chilometri dalla spiaggia. Questo approccio moderato eviterà anche le prese di posizione ideologiche. E spero che si finisca di parlare di costruttori speculatori. Non esistono più. In Sardegna abbiamo perso 35mila lavoratori nell’edilizia. Spero che non si ricada negli errori ideologici della precedente legislatura. Quando ci si inchiodò su un paio di articoli. Si contestava la possibilità di alcuni hotel di incrementare i volumi. Noi avevamo fatto un calcolo. Se tutti gli hotel che ne avevano diritto avessero usufruito delle cubature offerte dalla legge il totale dei metri cubi sarebbe stato inferiore a quello di due centri commerciali». Ma anche il segretario regionale della Filca Cisl, Giovanni Matta, promuove la legge. «Ci sono alcune affermazioni importanti che meritano di essere verificate. Aspettiamo che l’assessore ci convochi per un confronto. Se devo essere sincero trovo ottimistica la previsione di una legge varata entro l’anno. L’importante è che la legge dia certezze agli investitori. Sulle linee di principio concordiamo con l’assessore. Una concezione puramente museale degli immobili e del paesaggio è sbagliata. E se si gestisce con intelligenza l’edilizia può dare occupazione a un settore che ha perso oltre 30mila addetti in dieci anni».

La bocciatura arriva dal Gruppo di intervento giuridico, che contesta l’impostazione dell’assessore. «Il presidente Solinas e i suoi assessori al turismo Chessa (noto per le sue passioni per Saline e Fenicotteri) e all’urbanistica Sanna (appassionato dell’architettura di Antonio Simon Mossa e di nuove, ennesime, province), non hanno iniziato a lavorare e già annunciano stravolgimenti o rivisitazioni della normativa di tutela costiera per aprire la strada al cemento sui litorali – spiega Stefano Deliperi, responsabile di Grig –. Sappiano che caso avranno la risposta adeguata. Le norme di salvaguardia costiera e il piano paesaggistico sono obblighi non derogabili, previsti dalla normativa nazionale. Ricordiamo che siamo riusciti a far annullare dai Giudici amministrativi i piani territoriali paesistici del 1993, che tutelavano le speculazioni immobiliari e non l’ambiente, abbiamo contribuito ad affossare il tentativo dell’Amministrazione regionale Cappellacci di stravolgere il Ppr , e abbiamo contribuito a fermare le norme eversive della pianificazione paesaggistica proposte dalla giunta Pigliaru». Grig contesta la stessa filosofia della legge urbanistica. Per il gruppo non servono nuovi posti letto. «In proposito il tasso di occupazione delle strutture è del
22% per le strutture alberghiere e 9,1% per quelle extralberghiere. Il report della Cna indica in 261.120 le “abitazioni vuote”, il 28,2% del patrimonio edilizio e propone una soluzione sia in chiave turistica che per il contrasto al consumo del suolo: “la creazione di alberghi diffusi».

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller