Abuso e falso, assolto ingegnere

Il processo su presunte irregolarità nei lavori in una pizzeria Il capo dell’ufficio tecnico aveva rinunciato alla prescrizione

SASSARI. Ingegnere (capo dell’ufficio tecnico comunale) e geometra erano finiti a processo per abuso d’ufficio e falso nell’ambito di un’inchiesta su presunti abusi edilizi durante i lavori di ristrutturazione di una pizzeria in via Zanfarino. Inchiesta che aveva mandato a giudizio altre cinque persone, tra proprietari del locale e vari direttori dei lavori che si erano succeduti. Per tutti il reato era stato dichiarato prescritto ma l’imputato Gianfranco Masia (difeso dall’avvocato Giuseppe Conti) aveva rinunciato alla prescrizione e due giorni fa il collegio presieduto dal giudice Salvatore Marinaro ha assolto lui – e di riflesso l’altro imputato, Giovanni Spada – da entrambe le accuse perché il fatto non sussiste.

Il processo era iniziato nel 2013 con la richiesta di rinvio a giudizio. In particolare all’ingegnere Masia – in concorso con il geometra Spada, tecnico dell’ufficio di edilizia privata del Comune – era contestato il falso e l’abuso d’ufficio in relazione alla procedura di autotutela. In sostanza la Procura aveva contestato l’omesso controllo a fronte di irregolarità che erano state reiteratamente segnalate dall’amministratore del condominio.

Masia, in altri termini, avrebbe dovuto rendersi conto che rispetto al progetto originario c’era stato uno sconfinamento nella proprietà altrui. Ma nel processo è stato dimostrato che l’accusa era incorsa in un equivoco: Masia, infatti, non aveva firmato il primo provvedimento di autorizzazione. In realtà, lui era venuto a conoscenza dei problemi solo quando erano arrivate le segnalazioni ma era stato lui ad avviare nell’interesse dei denuncianti la procedura in autotutela.

Solo in seguito al contraddittorio e a una nuova istruttoria quando le difformità progettuali erano state eliminate, aveva firmato il provvedimento unico. Si era scoperto in seguito che le difformità esecutive in realtà erano riferibili alla approssimazione delle carte catastali.

Sebbene i reati fossero ormai estinti, Masia ha rinunciato alla prescrizione perché voleva dimostrare la sua correttezza
e la legittimità della condotta da sempre seguita nell’ufficio tecnico. E, accogliendo la tesi difensiva, il collegio lo ha assolto con la formula piena per insussistenza del fatto. Anche il pubblico ministero ha condiviso la tesi dell’avvocato difensore Giuseppe Conti.



TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

SCRIVERE: NARRATIVA, POESIA, SAGGI

Come trasformare un libro in un capolavoro