Sassari, da vittima di stalking a imputata

Denunciata per minacce e diffamazione dall’ex che ha già patteggiato due anni per atti persecutori

SASSARI. Aveva denunciato il suo ex compagno dopo una serie infinita di episodi che l’avevano distrutta fisicamente e psicologicamente. Appostamenti, pedinamenti, minacce, schiaffi, calci. Tutto elencato nero su bianco nell’avviso di conclusione delle indagini a carico dell’uomo, un 46enne di Sassari, che un anno fa ha patteggiato due anni di reclusione per stalking, lesioni aggravate, minacce, danneggiamento, porto di coltello, violenza privata.

Ma ora davanti al giudice ci è finita lei, una 42enne. La vittima è cioè diventata imputata, denunciata dall’ex (lo stesso che la perseguitava e che ha patteggiato la pena) per minacce e diffamazione. Il processo si è aperto davanti al giudice Giuseppe Grotteria e l’ex compagno si è costituito parte civile.

Lui l’ha accusata di avergli rivolto frasi del tipo «ti brucio l’auto», «sei un morto che cammina», «ti ammazzo i cani», «ti faccio ammazzare». Mentre la diffamazione sarebbe consistita nell’«offendere la reputazione» dell’uomo attraverso commenti pubblicati da lei su Facebook. In aula la donna ha assistito in silenzio all’apertura del processo a fianco al suo avvocato difensore Luca Sciaccaluga. La 42enne, che quasi certamente si sottoporrà a esame durante il dibattimento, si è sempre difesa sostenendo che quei commenti poco eleganti scritti sui social risalivano a un periodo di particolare stress emotivo proprio per via dello stato di ansia in cui era costretta a vivere.

Dopo l’interruzione della relazione sentimentale con l’ex, infatti, era iniziato l’incubo. Nella sentenza di patteggiamento del gup Giancosimo Mura sono elencati gli episodi contestati all’ex fidanzato della donna. Lui l’accusava di avere una relazione con il vicino di casa e un giorno, incontrandola per strada, l’aveva «strattonata, colpita con un calcio prima alla schiena e poi nelle parti intime, quindi schiaffeggiata». Ma gli atti persecutori erano continui: «In più occasioni, e in orari diversi, si appostava sotto casa della donna nel tentativo di incontrarla. Suonando il campanello e, non ricevendo risposta, riuscendo anche a introdursi indebitamente nel palazzo e raggiungere l’ingresso dell’abitazione della donna, stazionandovi anche per molto tempo». Poi erano arrivate le minacce: «Tempestava in continuazione la ex con messaggi e chiamate, alternando messaggi di stima e di affetto con espressioni altamente offensive (che non si riportano sul giornale perché al limite della decenza ndc) e altre minacciose quali: “inizia ad avere paura”». Ed era arrivato anche a danneggiare la macchina (aveva bucato tutte le gomme) di quello che considerava l’amante della sua compagna. Il vicino di casa era diventato un bersaglio, nemico acerrimo: «Gli devo distruggere la vita – avrebbe scritto alla

ex su messenger – e solo allora sarò a posto»; e ancora: «Se me lo trovo in faccia lo ammazzo».

Un momento di forte tensione che sarebbe poi sfociato in minacce reciproche. E di queste ora la donna dovrà rispondere davanti al giudice.

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