Notti di fuoco e di paura a Li Punti

L’ultimo blitz in via Onida dove sono andati distrutti tre mezzi. Una vittima: «Questo quartiere sta diventando un far west»

SASSARI. Gavino è tecnico dell’Arst, Giampaolo fa le pizze, Pierfrancesco guida i camion. Sono le ultime vittime, forse casuali, della “guerra del fuoco” che sta arroventando le notti di Li Punti. Una escalation criminale che preoccupa i quindicimila residenti di un quartiere sorto senza un ordine preciso intorno al nucleo originario realizzato, cinquant’anni fa accanto alla 131, da un gruppo di famiglie goceanine.

Cinque i colpi incendiari messi a segno nell’ultimo mese a Li Punti, l’ultimo nella notte tra sabato e domenica in via Onida. Qui sono state distrutte tre auto parcheggiate una accanto all’altra. Quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto, le fiamme avevano divorato la Punto di un operaio e le due auto che erano parcheggiate ai due lati della utilitaria. Una era l’automobile di un operaio d Mogoro che l’aveva appena ritirata dalla concessionaria. Anche Pierfrancesco Maguledda, 55 anni, camionista, era diventato proprietario da poche settimane di una Grande Punto. «La mia auto era usata, l’avevo appena comprata facendo tanti sacrifici – racconta –. Lo confesso, quando i poliziotti mi hanno detto che era bruciata ho pianto. Sono un uomo tranquillo, mai avuto problemi con nessuno, penso solo a lavorare». «Che idea mi sono fatto? Niente, semplicemente la mia auto era lì e non in un altro posto – dice Maguledda –. La verità è che Li Punti sta diventando un far west. Ciò che sta accadendo non è giusto. Anzi, è proprio uno schifo».

Gavino Pinna ascolta e annuisce. Lui della guerra del fuoco si considera un veterano: davanti alla sua abitazione ci sono gli scheletri del suo camper e della sua auto. Qualcuno ha bruciato entrambi i mezzi a marzo. Si disse che l’attentato potesse essere collegato all’attività politica di Pinna, che era candidato alle regionali con il M5S che lo ha messo in lista anche per le comunali. «Si pensa a tutto, quindi anche a un collegamento con la politica – commenta –. Anche perché io sono una persona tranquilla, mi piace dialogare e lo faccio con tutti». Non è un caso che accanto a lui ci sia un altro candidato, avversario in politica ma suo alleato nel denunciare i problemi del quartiere. Antonio Satta, in lista con i Riformatori, è l’amministratore di un gruppo facebook con 3615 iscritti. «Un gruppo unito e apartitico – racconta – dove si parla di Li Punti».

La piazza virtuale dei social ha sostituito quella reale che a Li Punti non c’è più, da troppo tempo. «Se anche ha avuto un’identità – concordano i due candidati – ora il quartiere è soprattutto un quartiere dormitorio. Gli unici eventi collettivi sono il Carnevale e la festa patronale. Ma per il resto dell’anno non c’è niente che possa trattenere i giovani».

Nessuno lo afferma apertamente ma la tesi più accreditata è che a mettere fuoco, scegliendo le auto a caso, possa essere qualche giovanissimo annoiato. Nel gruppo “Sei di Li Punti se...” la preoccupazione e la paura stanno diventando rivolta. «Più municipale, più polizia, più carabinieri», invoca Patrizia, mentre altri auspicano che prima o poi gli incendiari vengano sorpresi con le mani nel sacco da qualche proprietario inferocito. C’è mancato poco, qualche sera fa, in via Monte Tignosu dove alle 22 è scoppiato un incendio sotto l’Alfa 147 di Giampaolo Soro. Lui fa il pizzaiolo, a Li Punti neppure abita, ci va solo per lavorare «e adesso non sono più tranquillo». «Quando è successo stavo lavorando – racconta –. Un testimone mi ha raccontato di avere visto un ragazzo in motorino avvicinarsi alla mia auto e lanciare qualcosa». Il motorino è il fil rouge di questa storia di incendi che divampano quando calano le tenebre. Anche quando hanno bruciato il camper e l’auto di Pinna è stato sentito un motorino ripartire. Se ci fossero telecamere, ma non ci sono, forse chi sta indagando su questo rompicapo avrebbe vita più facile. Invece, a parte qualcuna, non c’è videosorveglianza in un quartiere dove, si lamentano i residenti, nonostante la dimensione quasi cittadina non c’è neppure un presidio fisso delle forze dell’ordine. «A Li Punti c’è solo il distaccamento della polizia locale – spiegano Gavino Pinna e Antonio Satta –, però la sera chiude e di notte è raro vedere lampeggianti nelle strade del quartiere».

Li Punti si sente tagliato fuori dai servizi di prevenzione della
criminalità. «I furtarelli – raccontano alcuni amici al bar – sono all’ordine del giorno». L’altra notte, racconta un amico della derubata, qualcuno ha rubato i leoni di cemento dai pilastri di un cancello. I ladri sono arrivati, probabilmente con un camion, e se li sono portati via.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO: DAL WEB ALLE LIBRERIE

Come vendere un libro su Amazon e da Feltrinelli