Era intrappolato sotto il trattore

Peppino Ezzis, 71enne di Pozzomaggiore, è stato trovato morto dal figlio vicino al rio Truddas

POZZOMAGGIORE. Era andato in pensione da poco tempo e per questo poteva dedicarsi ogni giorno alla passione per l’agricoltura. E proprio mentre lavorava nel suo appezzamento di terreno (a poche centinaia di metri dal bivio per Semestene nella provinciale 8), Peppino Ezzis, un commerciante di Pozzomaggiore di 71 anni, è rimasto intrappolato sotto il trattore ribaltato. Quando i familiari non l’hanno visto rientrare per cena si sono preoccupati e sono andati a cercarlo. Il figlio lo ha trovato sotto il pesante mezzo agricolo e ha chiesto aiuto ma per l’anziano padre non c’era più niente da fare.

Ezzis da qualche tempo aveva deciso di chiudere con il lavoro che lo portava in giro per tutti i centri del Meilogu per la consegna delle bombole di gas alle varie rivendite. Era andato in pensione ma solo formalmente, perché, come tanti suoi amici e colleghi, non aveva staccato completamente la spina e di tanto in tanto aiutava il figlio Daniele che aveva rilevato l’attività. Ma i suoi interessi erano rivolti principalmente alla campagna e a quei piccoli appezzamenti che, tra Pozzomaggiore e Semestene, si affacciano sul rio Truddas. Com’era solito fare, anche ieri era andato nel suo piccolo podere per preparare il terreno alla piantumazione autunnale. La moglie Gina Calaresu, 65 anni, e i quattro figli Piergiorgio, Danilo, Salvatore e Federica attendevano il rientro a casa per la cena. Ma i minuti passavano e quell’insolito ritardo ha cominciato a preoccuparli. Il figlio Daniele, 39 anni, ha deciso di andare in campagna. Qui la terribile scoperta: il trattore era capovolto ai margini del fiume, il padre era sotto il mezzo e stringeva con forza il volante, forse in un ultimo disperato tentativo di liberarsi dalla morsa.

Alla richiesta di aiuto di Daniele hanno risposto immediatamente i volontari e medici del 118, i vigili del fuoco di Macomer e i carabinieri di Bonorva. Purtroppo per Peppino Ezzis non c’era più nulla da fare e dopo la constatazione del decesso da parte del medico, il corpo è stato spostato su disposizione del magistrato ed è stato riconsegnato alla famiglia. Ieri nella casa di via Mannu, tantissimi paesani si sono stretti alla famiglia. «Povero Peppino, la sua vita era la campagna, ci andava ogni giorno per curare un piccolo giardino e l’orto ai quali dedicava tanto del tempo libero. Sempre puntuale, attento». Queste le parole di un gruppo di conoscenti che riuniti nella piazza del Municipio commentavano a bassa voce il dramma che ha commosso tutta la comunità. Peppino Ezzis era un uomo benvoluto e stimato dai compaesani, sia per questa estrema dedizione al lavoro, sia per l’amore incondizionato che nutriva nei confronti della famiglia.

Sulla dinamica dell’incidente non si hanno certezze, si possono fare solo ipotesi: potrebbe essergli costata cara una piccola distrazione durante una manovra del piccolo trattore, probabilmente nella fase in cui il mezzo agricolo era impegnato a tracciare un solco lungo l’argine del
rio Truddas e a chiudere il piccolo appezzamento da preparare per le colture autunnali.

In ogni caso bisognerà attendere la conclusione delle indagini affidate ai carabinieri della compagnia di Bonorva per avere maggiori dettagli sull’accaduto.

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