Per il Tar sono abusivi, le mani del Comune di Sorso su 120 appartamenti

Il giudice amministrativo ha già dato torto a 16 proprietari. L’amministrazione sta iniziando a intestarsi le abitazioni  

SORSO. Quando al tribunale fallimentare hanno battuto l’asta sembrava l’acquisto più azzeccato della vita. Un bell’appartamento a un palmo dalla spiaggia di Platamona, in un palazzone circondato da pini e ginepri, e con un mega centro commerciale che sprizzava benessere. A un certo punto però il sogno della tintarella sulle dune dorate si è offuscato di fantasmi.

Sulla carta, infatti, la casa acquistata da un ignaro compratore era stata ricavata dalla hall di un albergo. Si tratta del “Residence Riviera di Sorso”, un blocco di calcestruzzo colato al terzo pettine negli Anni 80. Appena costruito è stato spezzettato e venduto come appartamenti. E così almeno altri cento acquirenti, molti sassaresi, si sono ritrovati con una casa “abusiva”. E tutti, purtroppo per loro, sono prossimi a dover consegnare le chiavi di casa al Comune di Sorso.

La genesi. La società Centro residenziale commerciale (Crc) ottenne la prima concessione edilizia del residence nel 1981, con una variante arrivata nel 1985 per formare ambienti più piccoli in una zona all’epoca non ancora edificata. Nel 1989 i costruttori tentarono di chiedere le autorizzazioni per installare gli angoli cottura in alcune cantine: una modifica mai approvata dal Comune. Nel frattempo sono cominciate le compravendite. La società ha frazionato gli immobili per venderli al miglior offerente. Poi sono subentrate alcune procedure fallimentari e c’è anche chi è riuscito a spuntare un buon prezzo all’asta.

L’inchiesta. La Procura di Sassari, con un’inchiesta affidata prima al pm Mario Leo e poi a Giovanni Porcheddu, ha ricostruito la storia grazie alle denunce dei proprietari e anche alle indagini minuziose effettuate dai carabinieri di Sorso. La vicenda giudiziaria è partita in tempi relativamente recenti rispetto all’epoca in cui si sarebbero consumati i reati, come quello di lottizzazione abusiva. E anche per questo motivo il tempo è stato tiranno e la cosa si è chiusa definitivamente con la prescrizione. Ma l’abuso non si prescrive per natura. Ecco quindi come l’azione della Procura abbia dato la sveglia al Comune di Sorso per buttare l’occhio in quella per oltre trent’anni è stata terra di nessuno.

Le ordinanze. La tagliola del Comune ha cominciato a volteggiare tra il 2014 e 2016. Si parla di circa 120 ordinanze di ripristino dello stato dei luoghi che sono state notificate ad altrettanti proprietari degli immobili dichiarati abusivi. Il motivo? La realizzazione del complesso alberghiero è stata fatta in totale difformità alle concessioni edilizie. Quaranta degli oltre cento casi registrati nel residence sono finiti sul tavolo della giustizia amministrativa. E il Comune, che per gestire l’annosa questione si è rivolto agli avvocati Enrico Pintus e Annalena Esposito, ne è uscito finora vincitore.

Nei giorni scorsi, infatti, la seconda sezione del Tar ha pubblicato una lunga lista di sentenze che confermano gli abusi, nella misura in cui la destinazione d’uso originaria degli immobili è quello di albergo e non di residenza.

Maxi confisca. Per i proprietari degli immobili si prospetta un epilogo difficile da digerire. Infatti, all’indomani delle sentenze del Tar – sempre che non vengano impugnate e ribaltate in sede di Consiglio di Stato – si va verso la confisca. Il Comune diventerebbe così proprietario, in forza di legge, di tutti gli appartamenti. Alcune procedure di acquisizione al patrimonio, quelle riferite agli immobili per i quali i proprietari che non hanno presentato ricorso, sono

state già perfezionate. E ora, con tutta probabilità, seguiranno a ruota tutti gli altri. Chi ha perso in partenza sono i proprietari che non hanno presentato ricorso. Nel loro caso la vicenda si è già definita con l’incredibile acquisizione delle loro abitazioni da parte del Comune di Sorso.

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