La benedizione del mare ha chiuso la Festha Manna

In basilica l’arcivescovo Gian Franco Saba ha presieduto il solenne Pontificale Si è ripetuto il passaggio delle chiavi dal sindaco di Sassari a don Mario Tanca

PORTO TORRES. Il pontificale, lo scambio delle chiavi sul sagrato della Basilica e la benedizione del mare hanno chiuso ieri mattina i riti religiosi di una Festha Manna che ha ruotato attorno alla figure dei Santi Martiri. Dalla sosta per circa un mese dei simulacri lignei negli ipogei della chiesetta a picco sul mare di Balai al loro ritorno nel compendio monumentale di Monte Agellu nella giornata di Pentecoste. L’arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba ha celebrato la messa nella chiesa romanica davanti ai canonici del Capitolo Turritano e alla autorità civili e militari, e nella lunga omelia ha ricordato più volte i valori dell’esistenza cristiana lasciati in dote dalla testimonianza e dal sacrificio dei tre Santi Gavino, Proto e Gianuario. «La festa dei Martiri ci invita a rileggere con fede la storia passata – ha detto il vescovo – e il futuro della nostra chiesa diocesana: un passato e futuro scritti con l’inchiostro dello Spirito, un itinerario di uomini e donne che hanno professato e testimoniato la fede in Cristo morto e risorto». Una funzione religiosa animata dal coro di San Gavino, diretto da Gavino Sanna, con centinaia di fedeli che non sono voluti mancare all’ultimo rituale religioso all’interno della maestosa chiesa romanica. Al termine della cerimonia eucaristica si è invece ripetuto il rito della consegna delle chiavi, alla presenza del parroco di San Gavino don Mario Tanca, tra il sindaco di Porto Torres Sean Wheeler e quello di Sassari Nicola Sanna. Una tradizione che simboleggiava l’appartenenza della Basilica alla municipalità di Sassari, che prima riceveva e poi riconsegnava le chiavi al parroco della chiesa perché la custodisse e amministrasse. Un segno del riconoscimento della buona conservazione e della cura del complesso religioso e che rinnova il legame di amicizia tra la città di mare e il capoluogo di provincia nel segno della collaborazione per sviluppare gli interessi comuni. Dalla Basilica è poi partito il corteo della processione preceduto dai numerosi comitati di bandiera, dai gremi, dai cavalieri del Santo sepolcro di Gerusalemme e dalle associazioni in costume, che ha attraversato tutto il corso Vittorio Emanuele e si fermato nel prato della torre Aragonese. Monsignor Gian Franco Saba ha celebrato la benedizione del mare sul palco davanti al porto commerciale, affinchè «Cristo renda questo luogo un luogo irrorato da quello che significa il pane eucaristico». L’augurio del vescovo è che anche questo scalo marittimo e la città
diventino sempre più luogo di comunicazione: «Un porto che si apre agli altri e che si viene accolti perché la presenza umana non è motivo di paura, ma è una esperienza di interdipendenza tra popoli, culture, fedi e umanità. Possa questo porto diventare un luogo di crescita per tutti».

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