Università e intelligence contro i cyber attack

Il rettore Carpinelli sigla l’accordo con il Dipartimento per la sicurezza nazionale «Le guerre informatiche sono devastanti, mettono in ginocchio industrie e città» 

SASSARI. «Quanti di voi accedono al proprio account utilizzando il doppio fattore di autentificazione?». Nell’aula magna dell’Università si alzano giusto un paio di mani. C’è chi fa finta di aver capito la domanda, c’è chi fa l’indifferente, ma la verità è che, superata la soglia dei 40 anni, quelle parole suonano come aramaico. Significa abbinare una impronta digitale a una semplice password, in modo da rendere più sicuro il proprio mondo digitale. «Lascereste la chiave della vostra casa sotto lo zerbino? – chiede Carlo Mauceli, national digital officer di Microsoft – certamente no. La proteggete blindando la porta e inserendo le inferriate. Lo stesso dovrebbe accadere nel web, ma invece sulla sicurezza digitale non c’è la medesima attenzione».

È di questo che si è parlato ieri pomeriggio nella tappa sassarese di “Intelligence Live”, il roadshow promosso dal promosso dal Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica. «Occorre diffondere più consapevolezza sull’importanza della sicurezza, nell’interesse di cittadini e imprese e, dunque, del Paese», dice il prefetto Gennaro Vecchione, direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, e ha spiegato agli studenti come funziona il sistema dell’intelligence italiana alla luce della riforma del 2007, che tra gli altri affida al Dis il compito di promuovere la cultura della sicurezza attraverso un dialogo costante con la società civile e col mondo della ricerca, delle imprese e dell’Università.

L’incontro puntava a spiegare la missione dell’intelligence italiana a difesa degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali del Paese. «Il cyber risk è alla pari delle catastrofi planetarie – spiega Mauceli – bisogna aumentare la percezione comune sul rischio connesso al mondo informatico. A Kiev di recente c’è stato un attacco informatico ai sistemi di distribuzione dell’energia elettrica. Una cosa simile è capace di mettere in ginocchio una città. Questa è cyber war, una guerra non convenzionale ma altrettanto devastante. Ormai ci sono organizzazione di cyber criminali foraggiate dai governi che colpiscono altri Stati e istituzioni. Prendono di mira le infrastrutture critiche, come i trasporti, la sanità, creando un effetto domino e paralizzando ogni attività. Senza i trasporti si ferma tutto, anche gli ospedali, e la gente senza cure muore. È di questo che parliamo: della sicurezza industriale e della sicurezza nazionale».

Dopo questi scenari apocalittici, che episodi come l’infezione planetaria diffusa nel 2017 tra i sistemi operativi windows chiamata Wanna Cry dimostrano non troppo distanti dalla realtà, il workshop ha fatto un rewind. «Il concetto di sicurezza ha subito una metamorfosi – spiega Arianna Vedaschi, ordinaria del Dipartimento di Studi giuridici dell’Università Bocconi di Milano – prima era un argine in favore dell’interesse collettivo, un limite all’esercizio dei diritti per esigenze di ordine pubblico. Dopo le torri gemelle l’idea di sicurezza è cambiata, si è trasformata in un diritto soggettivo, considerato come principio fondamentale, come valore supremo. E tutelato talvolta dal segreto di Stato, che il capo del Governo può far valere ogni qual volta c’è in gioco la sicurezza nazionale. E anche il potere giudiziario, cioè un tribunale, soccombe di fronte a una simile urgenza». Per Pier Luigi Dal Pino, direttore centrale delle relazioni istituzionali e industriali di Microsoft, “la quarta rivoluzione industriale apre sfide incredibili, per superarle occorre la coesione di tutti nell’individuazione delle misure di contrasto». E in questo l’Università può giocare un ruolo chiave. Il rettore di Sassari
Massimo Carpinelli, si è detto convinto che «una efficiente tutela nella nazione ha bisogno di puntare sulla ricerca». E infatti, a margine dell’incontro pubblico, Vecchione e Carpinelli hanno siglato una convenzione che rende stabile la collaborazione tra Dis e Università di Sassari.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community