Mensa dell'Ersu, pranzo al sacco indigesto

Malcontento tra gli studenti per il take away che va avanti dalla rescissione del contratto con Marconi

SASSARI. Disagi, creatività, preoccupazione, speranze. È un mix di emozioni e sentimenti quello che viene servito dalle cucine della mensa Ersu. Dove, dallo scorso 6 giugno, gli universitari possono solo ritirare pranzo e cena e andare a consumarli altrove: nelle residenze universitarie, in casa o, più spesso, assiepati intorno alla struttura di via dei Mille. Non un bel vedere, a cui l’Ersu sta provando a mettere una pezza, dando la possibilità di ordinare dal giorno prima pranzo e cena a chi vive nelle residenze universitarie dell’Ente, a cui la “bag” verrà consegnata a domicilio.

«Ci rendiamo conto – sottolinea il presidente Massimo Sechi – dei disagi che stanno sopportando i ragazzi e le ragazze. E ci tengo a sottolineare l’infaticabile impegno del personale della mensa che sta mettendo anima e cuore per rendere a tutti meno pesante questa situazione di transizione. Ma d’altronde non c’era scelta vista la pesante situazione che si è venuta a creare a causa delle inadempienze della ditta Marconi Group che ci ha visto costretti ad una rescissione immediata del contratto. Anzi una scelta c’era: avremmo potuto chiudere la mensa nel periodo necessario alle procedure amministrative di affidamento del nuovo appalto ed invece abbiamo deciso di sperimentare questa soluzione, pensando solo al bene di tutte quelle persone iscritte a Sassari, specialmente beneficiarie di borsa di studio, che non hanno la possibilità di avere soluzioni alternative alla mensa, seppur temporaneamente».

«Con il servizio Take Away gli studenti e le studentesse stanno ricevendo un pasto completo, composto da primo, secondo, contorno, frutta e acqua, che varia ogni giorno, confezionato in contenitori adatti per forni a microonde - dichiara il direttore generale Antonello Arghittu che sottolinea - è necessario pazientare ancora qualche giorno ma siamo fiduciosi che la prossima settimana la situazione potrebbe tornare alla normalità».

Il problema è che la Marconi Group, che gestiva in appalto il servizio di pulizia e somministrazione dei pasti all’interno della mensa, da qualche tempo non garantiva più con regolarità il pagamento degli stipendi ai propri dipendenti. Questa situazione ha generato un comprensibile malcontento, sfociato poi nello stato d’agitazione del personale. Le conseguenze sono state evidenti a tutti: rallentamento del servizio, personale ridotto all’osso e mai sostituito con il raggiungimento - il 4 giugno - di livelli non più accettabili per garantire le condizioni igienico sanitarie minime per il consumo dei pasti. Da qui la decisione da parte dei vertici Ersu di risolvere immediatamente il contratto con la Marconi, già sanzionata per il non rispetto delle norme contrattuali per circa 250mila euro. Mercoledì 5 sono state inviate le lettere alle ditte in graduatoria e nei prossimi giorni si conoscerà il nome dell’azienda che subentrerà alla Marconi nel servizio di pulizia
e somministrazione pasti all’interno della mensa. Fino ad allora bisognerà accontentarsi, sperando che la sostituzione vada liscia. In caso contrario serviranno mesi per un nuovo appalto. E il take away, pagato peraltro a prezzo pieno dagli studenti, non potrà più essere la soluzione.

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