È Venerabile la fondatrice delle “Celestine”

Papa Francesco ha autorizzato il decreto. L’ascesa agli altari di una suora umile e che amava il lavoro

SASSARI. Un’altra “venerabile” sarda, nata ad Aggius ma sassarese d’adozione, ha iniziato l’ultimo tratto del cammino che porta verso la beatificazione. Papa Francesco tre giorni fa ha autorizzato il cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, a promulgare il decreto riguardate le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Paola Muzzeddu, fondatrice della “Società delle Figlie della Madre Purissima”, casa madre dal 1956 nella nostra città. Una religiosa poco conosciuta e pubblicizzata, ma ben nota alla sua famiglia religiosa che il 12 agosto 1988 presenta all’allora vescovo di Tempio-Ampurias, monsignor Pietro Meloni, la relazione sulla vita e l’opera di Paola Muzzeddu con la richiesta di avviare l’istruttoria diocesana. I risultati, trasmessi alla Santa Sede, sono stati esaminati dalla Congregazione per i Santi che ha stabilito che la suorina, nata ad Aggius il 26 febbraio 1913 e morta nello stesso centro gallurese all’età di 58 anni, ha vissuto in grado eroico le virtù umane e cristiane.

“Pauledda” Muzzeddu – quarta di nove figli – è una figura semplice. Le condizioni tutt’altro che rosee della famiglia povera – padre calzolaio, mamma casalinga credenti ma senza particolari entusiasmi – richiedono anche l’aiuto della giovane che tra il 1927 e il 1931 lavora presso la famiglia del maresciallo Pasquale Baltolu di Aggius in servizio nella stazione di Camogli, Levanto e Legnago, dove scatta la scintilla religiosa. La giovane sarda colpita da una ragazza che ogni giorno si reca in chiesa per recitare il rosario, cerca di imitarla. Un giorno, mentre prega in ginocchio, dal tabernacolo le arriva una luce fortissima scomposta in sette raggi, i setti doni dello Spirito Santo.

Tornata ad Aggius, altri due anni da collaboratrice domestica, prima di trasferirsi a Sassari (1936) per motivi di lavoro in casa di Caterina Dettori, in via Cavour, bisognosa di assistenza. L’esperienza vocazionale, spirituale e carismatica di Paola Muzzeddu si sviluppa tra il 1943 e il 1947 con la direzione spirituale di monsignor Giuseppe Masia. Trasforma la sua casa in un minipensionato per universitarie e continua a lavorare. Nel 1943 ospitata da amici di famiglia nello stazzo di Li Reni (Viddalba) una visione le suggerisce di creare una comunità religiosa. Il primo nucleo di consacrate – Maria Lepori, Caterina Spezzigu e Lia Mazza oltre Pauledda – abito celeste cordone bianco alla vita, trova casa in viale Caprera.

L’arcivescovo, monsignor Arcangelo Mazzotti, incoraggia l’iniziativa e nel 1948 benedice la cappella ricavata nell’appartamento, affidando la comunità alle direzione spirituale di padre Antonio Maria Sategna, prete della Missione direttore spirituale del seminario diocesano.

L’Istituto delle Figlie di Mater Purissima nasce «Perché si manifesti di più nel mondo la purezza della Madonna e per preservare la gioventù dai peccati impuri e per riparare - si legge nelle Costituzioni - il male che commette contro la purezza, la Madonna vuole che tanti giovani si consacrino a Lei, facendola conoscere e amare». Apostolato giovanile, laboratori, assistenza agli anziani – “per vivere, lavoriamo” - costituiscono il campo di missione dell’istituto fondato da Paola
Muzzeddu nella casa madre di via Roth con annessa chiesa. Altre comunità a Ozieri, Viddalba, a Lu Bagnu (Castelsardo), nei seminari di Bosa e Tempio, infine la casa di “Tropu Ilde” alla periferia di Sassari inaugurata da monsignor Salvatore Isgrò nel 1995.

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