Bloccato lo spaccio ai ragazzini

In manette tre sassaresi che gestivano il traffico di marijuana. L’acquisto delle dosi prima delle lezioni

SASSARI. Non era riuscita a scoraggiarli neanche la presenza costante della stazione mobile della polizia locale. Nemmeno quel presidio di legalità, comparso dall’inizio dell’anno all’angolo con corso Margherita di Savoia, li aveva convinti a spostare il traffico illegale da un’altra parte della città.

Il continuo via vai di ragazzini – molti dei quali giovanissimi – e il passaggio di studenti e passeggeri in transito tra il centro e le borgate costituiva la garanzia di un mercato sempre fiorente e irrinunciabile.

Centrale dello spaccio. Per questo motivo via Tavolara era stata trasformata – neanche troppo segretamente – in una delle principali centrali dello spaccio del centro cittadino. E la cosa più grave è che gli acquirenti erano spesso minorenni. Lo sapevano in tanti, ma incastrare i pusher che rifornivano prevalentemente ragazzini diretti in classe o appena usciti da scuola non è stato semplice, perché gli spacciatori adoperavano tante precauzioni.

Erano stati proprio alcuni genitori, preoccupati per le prolungate assenze dei figli da scuola e per la frequentazione assidua dei giardini pubblici i primi a dare l’allarme.

Le indagini. C’è voluto un mese di appostamenti, di riprese filmate, di intercettazioni ambientali e di pedinamenti da parte degli agenti nel nucleo investigativo in borghese della polizia locale per stringere il cerchio e far scattare le manette nei confronti di tre sassaresi che avevano scelto via Tavolara come quartier generale dello spaccio.

Ieri sono state eseguite tre misure cautelari disposte dal giudice delle indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica.

In carcere a Bancali, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è finito Walter Pinna, sassarese di 44 anni, già noto alle forze dell’ordine. Mente sono stati disposti gli arresti domiciliari per Biagio Marginesu, sassarese di 34 anni, e per Manuel Salis, sassarese di 27 anni. A casa di Pinna, un appartamento del centro non troppo distante da via Tavolara, durante la perquisizione domiciliare gli agenti della polizia locale, supportati dal nucleo cinofilo, hanno trovato 600 grammi di marijuana contenuta in alcune buste trasparenti. La sostanza era stata occultata in una cassettiera, e specificamente nel doppio fondo di un cassetto realizzato artigianalmente per nascondere la droga.

Secondo quanto accertato dagli uomini del comando di via Carlo Felice, guidati dal comandante Gianni Serra, l’attività di spaccio era praticamente quotidiana. I passaggi di droga avvenivano sia sulle panchine poste in corrispondenza dei capolinea degli autobus che all’interno dei giardini pubblici, frequentati anche da bambini in tenerissima età.

Incastrati dalle telecamere. Agli investigatori della polizia locale è bastato sistemare qualche telecamera nella zona di via Tavolara per capire come si erano organizzati gli spacciatori. Gli agenti hanno capito subito che per i pusher la via che taglia in due i giardini pubblici costituiva un luogo particolarmente favorevole per lo spaccio, sia per il passaggio di tantissimi studenti che costituivano una fetta importante del ventaglio di acquirenti, ma anche perché il gran movimento di veicoli e persone permetteva di consegnare la droga senza dare troppo nell’occhio.

I
tre arrestati stazionavano alternativamente nelle panchine di via Tavolara e all'interno dei giardini, e curavano personalmente la cessione della droga. Non sapevano però che da qualche tempo ogni loro movimento era registrato dalle telecamere della polizia locale.



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