Furto d’identità, un imputato per truffa

Bollette a un 62enne vittima di un raggiro, dipendente Enel rischia il processo

SASSARI. Bollette dell’Enel astronomiche per contratti mai stipulati. Il caso era approdato in tribunale due anni fa e aveva come vittima Ettore Foddis, un 62enne di Santa Maria Coghinas che a febbraio del 2016 aveva scoperto di essere titolare “a sua insaputa” di diverse attività commerciali a Brescia: una pizzeria, un ristorante, una kebaberia, un negozio di generi alimentari. Ma anche proprietario di magazzini e altri immobili – in tutto una ventina – con un contratto di locazione stipulato a suo nome. Si era accorto del raggiro quando gli era stata recapitata da parte del Comune di Brescia la prima bolletta della Tari da 11.430 euro. Poi ne erano seguite altre e a quel punto si era rivolto all’avvocato Sabina Useli che aveva presentato una denuncia alla Procura di Sassari.

Lo scorso gennaio, per la seconda volta, il pm – che aveva prorogato le indagini su richiesta del gip – aveva sollecitato l’archiviazione del procedimento motivandola con l’assenza di un danno patrimoniale per Foddis. I nuovi accertamenti dovevano essere finalizzati, tra le altre cose, a rintracciare la persona che all’epoca era stata incaricata della sottoscrizione dei contratti con Enel Energia: ossia Daniele Mei. E proprio nei suoi confronti ora il giudice Giancosimo Mura ha disposto che si proceda con l’imputazione coatta per truffa, rigettando di fatto la nuova richiesta di archiviazione del pubblico ministero.

Era stato lo stesso gip – accogliendo la richiesta di opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato Useli – a far riaprire le indagini sul caso del furto di identità di cui era rimasto vittima il 62enne. Qualcuno era cioè entrato in possesso dei suoi dati e li aveva usati per aprire attività e intestare immobili.

L’uomo, dopo la prima bolletta della Tari aveva mandato una mail al Comune di Brescia e da qui gli avevano risposto che tutto sarebbe stato risolto. Poi si era fatta viva Enel Energia: bollette da 4mila, 8mila, 2mila euro. Tutte intestate alla Mgb di Ettore Foddis, l’azienda di famiglia. A quel punto l’uomo aveva capito che era successo qualcosa di grave e aveva deciso di tutelarsi. Il legale aveva presentato una denuncia contro ignoti e contro il Comune lombardo ritenuto responsabile, in concorso, di non aver effettuato i controlli di legge per esempio per quanto riguardava l’obbligo di verificare tutti i dati necessari prima
di consentire l’apertura di un’attività commerciale. Ma l’inchiesta ha poi viaggiato solo sul binario Enel Energia e l’unico indagato al momento è Mei.

Un meccanismo di raggiri incredibile che con il tempo ha purtroppo costretto Foddis a chiudere la sua attività. (na.co.)

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