Ossi, alla ricerca del villaggio prenuragico

Una campagna di scavi che coinvolge le università di La Rochelle, Edimburgo e della Corsica

OSSI. A Mesu 'e Montes, tra il versante del Monte Mamas e quello del Monte Mannu, si concentra un brandello di storia prenuragica, da tempo oggetto di attenzione di appassionati e studiosi. A fare da richiamo è la necropoli che si affaccia sul costone del Monte Mamas, meta di studiosi e turisti e oggetto di vari interventi negli anni passati che le ha messo in risalto nel caratteristico contesto paesaggistico che le circonda. Gli anziani ricordano le visite frequenti di comitive di turisti tedeschi, quando ancora questi luoghi non facevano parte degli itinerari ufficiali ed erano conosciuti a pochi. Recentemente sono oggetto di interesse da parte di un'èquipe proveniente dall'università di Edimburgo e tutta la zona compresa tra il Monte Mamas e il Monte Mannu è oggetto di indagini sistematiche. Il progetto è coordinato dall'archeologo Guillaume Robin in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica e col Comune di Ossi. Il progetto, riferisce l'assessore all'Archeologia Piero Muresu, ebbe inizio tre anni fa con ricognizioni intorno alle domus de janas di Mesu 'e Montes e di S’Adde ‘e Asile e portò alla scoperta di un sito abitativo preistorico in località Monte Mannu. Nei giorni scorsi l'èquipe è tornata al lavoro con l'intento di individuare la presenza di strutture di capanne preistoriche assieme a elementi di cultura materiale (ceramica, industria litica) in modo da acquisire elementi per datare il sito prenuragico. Partecipa al progetto un'èquipe internazionale di cui fanno parte: Pascal Tramori (Institut nationale de recherches archeologiques preventives, Corsica) come esperto di lavoro di scavo sui siti abitativi dal neolitico all'età del bronzo; Guillaume Bruniaux (università La Rochelle) che si occupa di prospezioni geofisiche in ambito archeologico ed ha per obiettivo quello di identificare strutture non visibili in superficie; Florian Soula, che si occupa dei siti abitativi preistorici; un gruppo di studenti dell'università di Edimburgo e, per la Soprintendenza Archeologica di Sassari, l'archeologa Nadia Canu. Per l'assessore Muresu si tratta di un progetto importante in quanto lo sviluppo del territorio passa attraverso la valorizzazione
del suo patrimonio storico-culturale «essendo Ossi proprietario, come in questo caso, dei terreni interessati il Comune ha avuto l'opportunità di destinare importanti risorse finanziarie del programma a favore del patrimonio storico del paese».

Pietro Simula

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