Specializzazioni, più posti in Medicina

Le scuole passano l’esame del ministero: assegnate altre venti borse da Roma e 15 dalla Regione ai giovani dottori

SASSARI. La facoltà di Medicina passa l’esame del ministero della Salute e ottiene venti borse di studio in più per le 19 scuole di specializzazione, con gli allievi che potranno formarsi, ed è la prima volta che avviene, non solo negli ospedali cittadini ma anche in quelli del territorio. L’Università aumentando l’organico di docenti, uno dei criteri indispensabili per ottenere l’accreditamento ministeriale, riesce così ad ampliare l’offerta e le opportunità per i giovani medici dopo la temuta soppressione di alcuni corsi di specialità, primo fra tutti Cardiologia, per la mancanza del placet da Roma. Pericolo sventato, quindi, grazie a un’azione congiunta tra ateneo, Aou e Regione. Azione che ha portato al riconoscimento da parte del ministero della Salute di ulteriori venti borse di studio, passando dalle 59 assegnate nel 2017-2018 alle 79 di oggi. Se a queste si aggiungono le altre 15 regionali si arriva a un totale di 94 borse all’anno disponibili per tutti i futuri medici in formazione che sceglieranno Sassari per la loro specializzazione nelle 19 sedi di scuole.

Garantire la specializzazione dei medici significa non solo investire sul capitale umano dei giovani che si formano alla professione e che aspirano a farlo nella loro terra, ma anche assicurare per il futuro un ricambio ai sanitari che andranno in pensione. Non sono ipotesi fantascientifiche, perché nei prossimi cinque anni saranno diverse centinaia i medici che in Sardegna lasceranno il lavoro per raggiunti limiti di età e bisogna prepararsi a un turn over.

Andrea Montella, presidente della facoltà di Medicina, e Pierpaolo Terragni, delegato del rettore per Medicina e direttore della scuola di specializzazione in Anestesia, parlano «di un risultato raggiunto dopo un impegno avviato negli ultimi due anni da parte di tutti i soggetti coinvolti. L’ateneo ha consolidato con sette nuovi reclutamenti il numero di docenti dell’area medica e di conseguenza di tutte le scuole di specialità che presentavano all’appello un solo docente mentre le procedure di accreditamento ne richiedevano due. È stato inoltre determinante l’incremento dell’attività chirurgica dell’Azienda ospedaliero universitaria nell’ultimo triennio, con un aumento delle degenze del 2 per cento e della complessità dei ricoveri ordinari del 7 per cento, oltre a un miglioramento di altri indicatori richiesti».

L’altro aspetto importante è il finanziamento della Regione per 15 borse di studio che saranno destinate a sardi (quelle ministeriali vengono assegnate tramite concorso nazionale) e che consentiranno di far restare nell’isola gli specializzati per contrastare il fenomeno dei trasferimenti verso la terra d’origine di chi sardo non è. E poi altra assoluta novità è che la rete territoriale di ospedali del Nord Sardegna viene utilizzata per la formazione degli specializzandi. «Gli allievi frequenteranno
non solo nei centri ospedalieri di Sassari, ma anche in quelli accreditati, ad esempio Alghero e Olbia – spiega il professor Terragni –. Daremo così valore alla professionalità esistenti in quelle strutture e consentiremo ai giovani di conoscere il luogo dove porebbero in futuro operare».

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