Sassari, bimbo muore sei ore dopo il parto: la Procura indaga

Dopo la denuncia dei genitori disposti l’autopsia e il sequestro delle cartelle cliniche

SASSARI. Dalla gioia immensa alla disperazione in meno di sei ore. Un dramma, al momento senza spiegazioni, su cui cercherà di far luce la magistratura.

La tragedia si è verificata domenica intorno alle 14 nel reparto di Neonatologia delle cliniche di San Pietro. È lì – all’interno dell’incubatrice in cui si trovava dalle 8 del mattino – che il cuoricino di un neonato si è fermato improvvisamente, gettando nello sconforto i due giovani genitori, che ora vogliono sapere se ci siano delle responsabilità per la morte del loro primo figlio.

La coppia di trentenni sassaresi il giorno dopo la tragedia si è recata dai carabinieri e ha presentato una denuncia contro ignoti. Dell’accaduto sono stati immediatamente avvisati anche i carabinieri del Nas e la Procura della Repubblica.

L’inchiesta – al momento senza indagati – è stata affidata al sostituto procuratore Paolo Piras che ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e il trasferimento del corpicino del neonato nell’istituto di Patologia forense dell’università, dove verrà effettuata l’autopsia.

La famiglia del piccolo ha nominato l’avvocato Salvatore Carboni perché li rappresenti nelle varie fasi dell’inchiesta. I due genitori, distrutti dal dolore, vogliono capire cosa sia accaduto durante il parto e soprattutto nelle sei ore successive che hanno portato alla morte del bambino per asfissia.

La giovane mamma era arrivata al termine della gravidanza e all’una del mattino di domenica si è presentata con il marito nel reparto di Ostetricia. Ai carabinieri i due genitori hanno raccontato che sia il primo che il secondo monitoraggio, effettuati a un’ora di distanza, non avevano evidenziato anomalie.

Poi l’ingresso in sala travaglio e alle 8 del mattino la donna ha dato alla luce il bambino con un parto naturale al quale ha assistito anche il papà. Il piccolo non stava benissimo – hanno raccontato i due genitori – e i medici hanno deciso di tenerlo in incubatrice. Niente però faceva pensare che poche ore dopo il suo cuoricino di sarebbe fermato. Purtroppo alle 14 la notizia che ha fatto gelare il sangue ai due giovani genitori. Il piccolo sarebbe morto per un’asfissia dovuta al cordone ombelicale, quella che gli specialisti definiscono “encefalopatia ipossica-ischemica del neonato”.

I carabinieri del Nas, guidati dal luogotenente Gavino Soggia, stanno cercando di capire se durante e dopo il parto siano state seguite le procedure corrette previste in casi come questo.

I bambini con lieve asfissia alla nascita devono infatti essere attentamente monitorati e dotati di supporto respiratorio fino a che non possano respirare autonomamente.
In questo caso il piccolo è stato messo immediatamente nell’incubatrice, ma questo purtroppo non è bastato a salvargli la vita. Solo dall’esame autoptico – che sarà eseguito i prossimi giorni – si potrà capire se sia stato fatto tutto il possibile per evitare il decesso del piccolo.

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