Porto Torres, resti della città antica in via Colonia Romana

La scoperta durante i lavori di scavo per posizionare i tubi della rete del gas

PORTO TORRES. Quando i lavori pubblici si avvicinano all’ampio areale occupato un tempo dalla più importante colonia romana in terra sarda, Turris Libisonis Colonia Iulia, le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

E anche stavolta la città antica ha voluto “regalare” tracce della sua presenza. Nel corso dei lavori di posa dei cavi della rete del gas e della fibra, nei quali sul campo opera l’archeologa Daniela Deriu a supporto della tutela e sotto la direzione scientifica della responsabile della sede di Porto Torres della Soprintendenza ai Beni Archeologici Gabriella Gasperetti, giunti in via Colonia Romana, poco oltre la biforcazione con via Eleonora d'Arborea, gli scavi hanno riportato in luce alcuni - meglio, pochi - resti di strutture e una serie di sepolture pertinenti alla necropoli meridionale della città antica. Resti di tombe affioranti qua e là lungo lo sterro, di quelle molto comuni con copertura alla cappuccina, una a cassone e, forse, anche avanzi di una tomba “a cupa” con tracce di colore, tipologia caratterizzata dalla presenza di elementi semicilindrici posti a copertura delle fosse. L’elemento che ha destato però il maggior interesse, quantomeno architettonico, è una base di colonna in calcare di discrete dimensioni. Una volta individuato e rilevato, il reperto è stato prelevato per essere adeguatamente custodito nei depositi cittadini della Soprintendenza. Altro elemento riportato in luce nello scavo che ha attratto l’interesse degli studiosi è quello nella cosiddetta “opera incerta”, che potrebbe essere compatibile con quelli scoperti anni fa sotto la guida di Francesca Manconi.

I ritrovamenti infatti non hanno sorpreso gli archeologi: quella zona è già stata teatro di interessanti scoperte in passato, in particolare negli anni Novanta, quando emersero interessanti strutture in occasione di lavori di costruzione di una casa. Tra gli elementi architettonici rinvenuti allora nell’area alcuni che s’ipotizzò addirittura parte dell’acquedotto romano che portava l’acqua nella colonia dopo circa venti chilometri dalle sorgenti dell’Eba Ciara.

I nuovi rinvenimenti si ricollegano idealmente a quelli effettuati nel più ampio areale della necropoli meridionale che in diversi casi, specie nella zona della scuola elementare De Amicis e di vicolo Colonia Romana, in passato hanno restituito anche qualche piccolo gioiello, fibule, orecchini, collanine e anellini
in oro e con rubino incastonato, materiali tra i più preziosi riportati in luce nella Colonia. I lavori di posa dei cavi proseguono senza alcuna interruzione grazie alla notevole efficienza della squadra della sede turritana della Soprintendenza e dei tecnici della Ales.



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