Caccia agli incendiari a Sorso

I carabinieri sulle tracce di due ragazzi sorpresi e messi in fuga mentre innescavano le fiamme

SORSO. È caccia all’uomo per individuare gli incendiari che hanno appiccato tre diversi roghi in città. I carabinieri di Sorso, guidati dal comandante Alessandro Masala, sono sulle tracce di due ragazzi che giovedì pomeriggio sono stati sorpresi e messi in fuga nelle campagne di Lu Barrili mentre innescavano le fiamme. Con tutta probabilità sono loro i responsabili del pomeriggio di fuoco che ha tenuto col fiato sospeso il centro della Romangia.

I militari sono al lavoro per ricostruire l’identikit dei due giovani fornito da alcuni testimoni che hanno visto i presunti incendiari in azione. E, come spesso capita in queste situazioni, un supporto positivo alle indagini potrebbe arrivare dalle immagini registrate da eventuali telecamere di videosorveglianza della zona. Gli investigatori stanno setacciando le aree intorno alle quali sono stati appiccati gli incendi alla ricerca di occhi digitali, anche di proprietà privata, che possano fornire ulteriori indizi sui responsabili.

Il primo allarme del pomeriggio di fuoco era scattato nell’area intorno al cimitero comunale. A segnalare che le cose stavano per mettersi male è stata la vedetta Forestas che dal promontorio di Su Lotto, a Sennori, domina l’intera Romangia. Con tutta probabilità le fiamme sono state appiccate tra le sterpaglie nella zona interna del parcheggio che si affaccia su via Marina, per poi essere sospinte dal vento fino ai terreni che confinano con viale Borio. Il rogo si è diviso su due fronti: uno verso le case che sorgono in via Padre Pio; l’altro in un deposito adiacente alla cappella del cimitero. In quest’ultimo caso, le fiamme hanno incenerito alcune casse da morto in zinco (vuote) sprigionando nell’aria una fitta nube tossica. In viale Borio sono intervenuti anche i vigili urbani e i carabinieri, che per questioni di sicurezza hanno chiuso temporaneamente la viabilità. Mentre le squadre antincendio erano al lavoro per confinare le fiamme nel canneto, è arrivata la notizia del secondo rogo, divampato in un terreno a Lu Barrili, nel prolungamento di via Puggioni. Il terzo – ma sicuramente il più impressionante – rogo è quello che ha interessato il terreno sul lato nord del campo sportivo Piramide. L’incendio è infatti riuscito a “saltare” all’interno della struttura sportiva in un punto che da parecchi anni è adibito a una sorta di discarica a cielo aperto. Per questo le fiamme hanno avuto terreno fertile, divorando alcuni vecchi cassonetti in plastica. L’incendio ha così sprigionato un’imponente colonna di fumo nero che, spinta dal vento, ha ammorbato mezza città. Grande lavoro per le squadre formate dai vigili del fuoco, Forestale, agenzia Forestas e dai barracelli. Complessivamente sono servite circa tre ore per riportare alla normalità la città dopo un pomeriggio che ha lasciato in molti col fiato sospeso. Il rogo che ha creato
maggiori problemi è quello divampato nello stadio, che ha richiesto un secondo intervento nella serata di giovedì e un terzo ieri mattina: colpa del materiale plastico, stipato nella discarica all’interno della struttura, che ha tenuto alta la temperatura delle braci sotto la cenere.

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