Fauna selvatica nelle città, un corso unico in Italia

Punta alla corretta gestione del rapporto fra uomo e natura Gli animali stanno sempre più occupando spazi abbandonati

SASSARI. Il Dipartimento di Medicina veterinaria dell’università di Sassari propone agli studenti un corso di laurea magistrale unico in Italia. Si tratta del “Wildlife management. Conservation and control”, unico per due ragioni: è completamente in lingua inglese e questo lo rende realmente internazionale. A dirigere il corso di laurea, il professor Marco Apollonio, direttore del Dipartimento di Zoologia e antropologia biologica di Medicina veterinaria di Sassari. Un corso di studi che punta alla corretta gestione dei rapporti fra l’uomo e la natura, con particolare attenzione agli animali selvatici. Rapporti complicati, spesso difficili o sbagliati, come sta accadendo negli ultimi tempi. Come, per esempio, dar da mangiare ai cinghiali quasi fossero cagnolini, come è accaduto di recente in alcune spiagge della Sardegna.

Una cosa è certa: l’uomo si ritira nei centri urbani e gli animali occupano i territori abbandonati. Una crescita continua in tutta Europa e che, per quanto riguarda l’Italia ha riportato il patrimonio faunistico nazionale a quattrocento anni fa, sia in termini quantitativi sia per quanto riguarda i territori “riconquistati”. Ma questo porta alla crescita dei contatti fra animale selvatico ed essere umano, con quest’ultimo che dimentica (o non sa) che questi contatti se non corretti possono essere anche pericolosi. «È il caso dei cinghiali che sconfinano nei centri urbani – spiega Marco Apollonio –. Quando abbandoniamo i rifiuti per strada, involontariamente li nutriano. Peggio quando offriamo loro il cibo. Questo, per i cinghiali, diventa un obbligo da parte dell’uomo e il comportamento di questi selvatici può degenerare e diventare aggressivo». In Sardegna è il caso più frequente, ma ci sono altri animali selvatici che possono diventare pericolosi. Anche involontariamente, come cervi e daini, che con la loro mole possono travolgere un uomo.

Oltremare il problema sono orsi e lupi, partiti dall’Europa centrale e ora sta crescendo il loro numero anche in Italia. Ma sono tanti gli animali selvatici che stanno conquistando nuovi territori, come cornacchie grigie, trampolieri, rapaci. «Il nostro intento è quello di controllare lo stato di salute della fauna selvatica – aggiunge il professor Apollonio - e, tra l’altro, insegnare all’uomo come comportarsi nel caso di “incontri ravvicinati” con gli animali, sconsigliando comportamenti sconsiderati: è invece sufficiente allontanarsi lentamente, senza fare movimenti bruschi. Ovviamente il corso di laurea serve per conoscere meglio la natura che ci circonda anche perché uno degli sbocchi professionali è rappresentato dai parchi e dalle aree protette. Corso esclusivamente in inglese perché molti studenti sono stranieri e arrivano da paesi lontani come Indonesia, Pakistan o la Finlandia, un corso internazionale del quale siamo orgogliosi e che rappresenta l’ennesimo valore aggiunto per la nostra università».

La formula è quindi semplice: formazione più informazione anche per adeguarci al “nuovo” mondo che ci circonda. E, in alcuni paesi, si adegua anche la tecnologia. «In Svezia sono stati modificati i montanti dell’abitacolo – spiega Marco Apollonio –, rinforzati per evitare che la carcassa di un alce o una renna investita possa sfondare il parabrezza e piegare i montanti, ferendo o peggio gli occupanti».

Lupi, orsi, cornacchie e trampolieri, volpi, cinghiali. Un campionario di selvatici terrestri con i quali bisogna imparare a rapportarsi correttamente. Ma
la Sardegna è un’isola. «Per questo stiamo ampliando l’orizzonte degli studi – chiarisce subito il professor Apollonio – e ci occuperemo anche della fauna marina. Per un’offerta formativa quanto più completa possibile, che consenta agli studenti un rapido ingresso nel mondo del lavoro».

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