Senza l’accordo con l’Ats a rischio la raccolta sangue

La Regione non ha ancora rinnovato la convenzione con la Fidas di Ozieri Il presidente Zintu: «Impossibile programmare le attività dell’associazione»

OZIERI. Raccolta di sangue a rischio nel vasto territorio dove opera la Fidas di Ozieri, che a causa del mancato rinnovo della convenzione con l’Ats sta attraversando un periodo di grave difficoltà. La Fidas Ozieri ha sedi, oltre che in città, nei paesi di Alà dei Sardi, Ardara, Chiaramonti, Ittireddu, Mores, Nughedu San Nicolò e Pattada, conta oltre duemila soci, di cui ottocento attivi, e ogni anno raccoglie in media 1400 unità di sangue. La sua mission principale è quella di informare e formare i donatori, sensibilizzare alla donazione e quindi di incrementarla: un compito importantissimo per il territorio come per il resto della Sardegna, che come si sa non è autosufficiente dal punto di vista della fornitura del sangue e del plasma per le trasfusioni, che in una regione dove le patologie ematiche sono molto diffuse sono essenziali per salvare ogni giorno tante vite.

Un ruolo ora messo a rischio dal mancato rinnovo della convenzione con l’Ats, che negli ultimi mesi sta creando tantissimi problemi a tutte le associazioni di volontariato sarde, e che fa dire al presidente Giuseppe Zintu «temiamo di non riuscire più a garantire la programmazione delle raccolte straordinarie di sangue ma anche le normali attività», che consistono prima di tutto nel coordinare i donatori volontari e invitarli alla donazione periodica. Il problema risale in realtà al 2016, quando un protocollo d’intesa della Conferenza Stato Regioni cambiò i termini delle convenzioni chiedendo alle Regioni di adeguarsi entro fine anno. La Sardegna non si adeguò per tempo, e da lì si sono susseguite una serie di proroghe protrattesi sino alla fine del 2018. Siamo ormai ad agosto del 2019 e ancora non si è provveduto ai rinnovi, e sebbene nel frattempo i rimborsi spese per il 2017 sono arrivati, quelli del 2018 (e del 2019) non si sono ancora visti. Senza contare che il mancato rinnovo non permette di programmare con precisione le attività, con il rischio che si avviino iniziative che potrebbero non essere riconosciute. «Dopo le ripetute proroghe e le nostre numerose richieste di chiarimenti e incontri con la dirigenza Ats – racconta il presidente Zintu – all’inizio dell’anno abbiamo inviato nuovamente tutta la documentazione, come richiestoci,
ma a oggi ancora non abbiamo ricevuto risposta. Di questo passo – prosegue – la nostra associazione rischia di doversi fermare, e sarebbe un brutto colpo dopo 45 anni di attività». Nel frattempo, la prossima raccolta di sangue si svolgerà sabato a Nughedu, sperando non sia l’ultima.

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