Gratta e vinci falso, inchiesta per tentata truffa

Indagata dalla Procura di Roma l’acquirente del biglietto. Il suo legale chiede il sequestro dei verbali

SASSARI. La Procura di Roma (titolare del fascicolo è il pubblico ministero Giancarlo Cirielli) ha aperto un’inchiesta per tentata truffa dopo che la commissione di Lottomatica ha stabilito che il gratta e vinci da 300.050 euro acquistato – e poi strappato per errore – da una donna di Sassari è contraffatto. Un atto dovuto, quello della Procura della capitale, che ha preceduto il sequestro probatorio del tagliando che, secondo Lotterie Nazionali, è stato falsificato. Ma l’avvocato Antonio Secci che tutela la signora, sicuro del fatto che la sua assistita non abbia commesso alcun reato e anzi sia lei vittima di una truffa, ha a sua volta chiesto al pm che venga disposto il sequestro del verbale della commissione.

«A seguito delle verifiche effettuate nell’ambito delle previste procedure di validazione – aveva comunicato così il suo responso Lotterie Nazionali – il suindicato biglietto è risultato inequivocabilmente contraffatto. Il predetto tagliando, infatti, strappato e ricomposto, è risultato un “collage” di parti di biglietti provenienti da due differenti biglietti, finalizzato alla realizzazione di un tagliando apparentemente vincente. Pertanto, la sua richiesta non può essere accolta».

L’acquisizione del gratta e vinci da parte della Procura consentirà di effettuare anche tutte le verifiche di tipo tecnico che serviranno a dimostrare l’eventuale effettiva contraffazione. Il pm Cirielli è lo stesso che di recente ha sostituito il collega Stefano Rocco Fava (sottoposto a indagine), nell’inchiesta di Tempio che ha coinvolto giudici e magistrati.

La donna aveva acquistato un gratta e vinci del tipo “Il Miliardario” in un centro commerciale cittadino. Dopo aver grattato i numeri, convinta di non aver vinto, aveva stracciato in due il tagliando ma mentre lo stava buttando via il nipote che era con lei si era reso conto che non era stata cancellata l’ultima fila di numeri. E proprio lì c’erano quelli vincenti: il 20 da 300mila euro e il 31 da cinquanta euro. Prima
l’euforia poi la preoccupazione perché il biglietto era danneggiato. Tappa in banca dove si è fermato tutto: «Non possiamo procedere». Il passo successivo è stato rivolgersi a un legale e depositare il biglietto a Roma dove però sarebbe stata accertata la contraffazione del tagliando.

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