Festa a Santa Maria, indaga la procura

Polemiche per la disco-pedana nella spiaggia superprotetta dell’arcipelago

LA MADDALENA. La Procura di Tempio vuole vederci chiaro su quanto accaduto la notte del 6 agosto nella super tutelata spiaggia di Santa Maria, trasformata per quattro ore in una discoteca sotto le stelle. Una festa esclusiva con musica a tutto volume per gli ospiti della lussuosa struttura ricettiva La Casitta della famiglia Fonnesu. Il tutto su una pedana amovibile per la quale i titolari del resort avevano chiesto e ottenuto l’autorizzazione da parte del Parco (dal 5 al 7 agosto), ente presieduto da Fabrizio Fonnesu, cugino del titolare del resort, Marco Fonnesu. Il nulla osta per l’evento di breve durata era stato firmato dal direttore a scavalco, Augusto Navone, e prevedeva precise prescrizioni che gli organizzatori dicono di aver rispettato alla lettera.

Ma insieme ai decibel si sono presto diffuse anche le contestazioni, quelle dei residenti e degli ambientalisti (Gruppo di intervento giuridico). E immediati sono scattati anche gli accertamenti su eventuali violazioni all’ordinanza balneare regionale visto che la pedana è stata posizionata su un’area demaniale. La Capitaneria di porto della Maddalena ha messo sotto sequestro la struttura. E la Procura di Tempio, ieri, ha aperto un fascicolo sulla vicenda. Il procuratore Gregorio Capasso, particolarmente attento ai temi di tutela ambientale, ha dato il via a un’indagine per accertare quanto avvenuto sulla spiaggia protetta dell’arcipelago maddalenino.

All’indomani dell’esplosione della polemica, l’organizzatore dell’evento e titolare della Casitta, Marco Fonnesu, aveva sottolineato di avere le autorizzazioni del Parco e del Comune, di aver posato la pedana secondo i tempi previsti nel nulla osta e di essersi attenuto alle prescrizioni. Ma dagli uffici del Comune hanno spiegato di non avere autorizzato nulla e di aver solo ricevuto, attraverso il Protocollo, per conoscenza, la richiesta presentata al Suape regionale immediatamente esecutiva per una pedana su terreno privato. Senza alcuna indicazione sulla finalità di spettacolo. In passato il Comune aveva ricevuto richieste simili ma le aveva sempre negate, come
prevede l’ordinanza balneare regionale. E, infatti, il provvedimento regionale vieta di organizzare attività di spettacolo e di intrattenimento a carattere temporaneo, manifestazioni ricreative e nautiche sulle spiagge senza la preventiva autorizzazione dell’amministrazione competente.

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