Solinas: con Salvini premier chiuderemo tutte le vertenze

Il presidente della Regione: con il governo dei sì risposte veloci su energia e accantonamenti.  Più cauto Fasolino: «Siamo preoccupati ma la Sardegna saprà farsi rispettare»

SASSARI. Il governo franato mette in stand by accordi e vertenze tra Stato e Regione. La crisi rischia di lasciare la Sardegna senza risposte su energia, trasporti, accantonamenti, insularità. Uno stop improvviso proprio quando il traguardo, almeno su alcuni temi, sembrava alla portata. In casa Solinas c’è una inevitabile preoccupazione, anche se un’eventuale vittoria di Salvini alle elezioni viene vista di buon occhio nel centrodestra isolano. Perlomeno questo è il pensiero del governatore Christian Solinas, pronto a replicare il patto di ferro tra il suo Psd’Az e la Lega alle prossime politiche.

«Siamo fiduciosi che se la crisi avrà tempi rapidi come auspicato dal ministro Salvini la vicenda degli accantonamenti si potrà chiudere in tempi rapidi con un nuovo governo». Ai primi di settembre era previsto un incontro risolutivo tra Solinas, l’assessore Fasolino e la ministra Stefani. Incontro da considerarsi già cancellato, visto che in quella data di certo non ci sarà più in carica questo governo. «Come ho già detto in aula – aggiunge Solinas – sulla vertenza entrate abbiamo lasciato in corso tutti i ricorsi e le azioni legali. E dunque, a prescindere dal governo in carica, non ci sarà alcun arresto della trattativa. Noi tuteleremo comunque le ragioni della Sardegna». Ma anche sulle altre vertenze aperte, dall’energia all’insularità, il governatore ritiene positivo il cambio di colore a Palazzo Chigi.

«Con un governo dei sì avrebbe sicuramente una accelerazione sia lo sviluppo della rete del metano in Sardegna che l’esigenza ormai improcrastinabile di acquisire il commissariamento di tutte le opere strategiche, a partire dalle strade. Penso alla Sassari-Olbia, alla 131, alla 125, alla 195. Ma un governo dei sì sarebbe anche più attento alle autonomie e alla esigenza del fare e così potrebbe dare risposte rapide alla Sardegna su temi come l’insularità, la continuità territoriale e la compensazione degli svantaggi che l’isola subisce».

Solinas, insomma, è già proiettato sul prossimo governo, magari a conduzione Lega. Ma prima c’è da capire quale sarà la road map da qui alle elezioni. Se ci sarà ancora Conte, ma è improbabile che superi indenne il voto di fiducia. Oppure un governo del presidente che porti alle elezioni. O magari una nuova maggioranza che oggi sembra impossibile da mettere insieme. Insomma, lo scenario è abbastanza variabile e questo impensierisce, per esempio, l’assessore alla Programmazione, Giuseppe Fasolino, Forza Italia, che nei giorni scorsi era rientrato soddisfatto da Roma dall’incontro con la ministra Stefani. «Non ci aspettavamo la crisi. Ma la migliore garanzia per il mantenimento e la gestione degli accordi con lo Stato è l’affidabilità e l’autorevolezza di questa giunta. Oggi la Regione è forte ed è in grado di farsi rispettare davanti a qualunque governo a Roma. Inoltre, per una parte delle risorse dovute, quelle del 2018 pari a 285 milioni, esiste una sentenza della Corte costituzionale che non potrà essere messa in discussione da nessun governo a prescindere dal colore politico. E se necessario – conclude Fasolino – siamo pronti ad arrivare anche al pignoramento dei conti dello Stato pur di far rispettare i diritti dei sardi». Per l’assessore si tratta di fondi «fondamentali per l’isola che sono già stati programmati per i territori, per i Comuni, per il mondo dell’impresa».

Si dice preoccupata anche l’assessora all’Industria, Anita Pili, Sardegna 20Venti, soprattutto in tema di energia. «Sicuramente la crisi del governo avrà ripercussioni sulla questione energetica visto che a settembre è fissato il tavolo tecnico decisorio che dovrà definire il “phase out” dal carbone. Passaggio determinante per proseguire nella riconversione per esempio di Eurallumina. Questa crisi crea incertezza rispetto a tutti i tavoli aperti, dal Porto canale di Cagliari alla Rwm. C’è poi la questione metano. Il sottosegretario Crippa ha manifestato una apertura sulla Dorsale sud, mentre è contrario alla struttura nella sua interezza. Insomma, restiamo in attesa di risposte, ma devono essere certe e immediate».

Roberto Frongia, assessore ai Lavori pubblici, attende da mesi che il ministro Toninelli nomini un commissario delle 10 strade più importanti dell’isola. Una nomina che, senza un governo, tarderà ancora. «Bisogna capire se ci sarà un nuovo governo nella pienezza dei suoi poteri oppure se resterà quello in carica per il disbrigo degli affari correnti. Nel primo caso non ci sarà alcun rallentamento delle vertenze varie, nel secondo sì. Penso alle partite delle accise o alla vertenza entrate. Ma la nomina del commissario rientrerebbe assolutamente tra quelle cose che il governo dovrebbe fare senza indugio». Ma Frongia, esponente dei Riformatori, è anche il presidente del comitato per l’insularità in Costituzione, proposta arrivata in Parlamento. «Le firme e la proposta di legge sono salve, non c’è bisogno che

debba essere ripresentata. Ma è evidente che con un conflitto istituzionale come questo l’iter subirà un inevitabile rallentamento. Noi cercheremo di mantenere l’unità su questo tema, una battaglia trasversale che deve restare fuori dalla campagna elettorale».


 

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