Sciopero: domani chiusi i market Cobec

L’Ugl: «Stipendi non pagati, dipendenti come schiavi». Carta: «È un’imboscata premeditata per fare male all’azienda»

SASSARI. L’Ugl parla di lavoratori ridotti in schiavitù, di arroganza, di stipendi e di quattordicesime non pagate. Per Rinaldo Carta invece si tratta di un’imboscata concepita con premeditazione e messa in atto per far male all’azienda e per dare visibilità a bandiere e sindacalisti.

Certo è che uno sciopero di tutti i 18 supermercati Cobec, proclamato ieri e previsto per domani, nella giornata che assieme al 24 dicembre è la più importante dell’anno sotto il profilo delle vendite, è un’entrata in tackle capace di spezzare le gambe. La dirigenza Cobec sta cercando un accordo last minute per scongiurare la serrata. Ma non sarà facile, perché i segretari territoriali dell’Ugl Giada Sechi e Piera Bitti, forti del maggior numero di dipendenti iscritti, sembrano determinate ad andare fino in fondo.

«Non possiamo più tollerare le discriminazioni a discapito dei lavoratori e delle lavoratrici ad opera dell’amministratore delegato Rinaldo Carta – dice Piera Bitti – , proseguiremo con le azioni sindacali sino a quando non saranno ripristinati i diritti sanciti dal contratto nazionale del lavoro». Dice Giada Sechi: «Non si possono ridurre in schiavitù i dipendenti Cobec, è ora di dire basta, per troppo tempo i lavoratori son stati vessati pur di lavorare, staremo al loro fianco nella sacrosanta lotta per dignità».

Il braccio di ferro riguarda i ritardi nei pagamenti degli stipendi, la mancata erogazione della quattordicesima, il dumping contrattuale e il boicottaggio delle istanze del sindacato Ugl e l’atteggiamento troppo “dispotico” da parte di Carta. Il quale respinge tutte le critiche e delinea una situazione molto diversa: «Sapevamo dello stato di agitazione proclamato dall’Ugl e il 30 luglio abbiamo inviato una pec al sindacato dichiarandoci immediatamente disponibili a un incontro per chiarire le divergenze. Nella lettera, naturalmente, Cobec ha respinto al mittente una serie di accuse che riteniamo prive di fondamento. A quella richiesta di un faccia a faccia da parte nostra, ha fatto seguito per 12 giorni un totale silenzio. Poi ieri abbiamo ricevuto una mail dove l’Ugl annunciava lo sciopero del 14 agosto. Mi chiedo: che senso ha arrivare a creare un simile danno economico senza neanche un tentativo di chiarimento? Questa ha tutta l’aria di essere un’imboscata, pensata da tempo, e fatta solo per far male e avere visibilità». Per Rinaldo Carta i margini per una ricucitura ci sarebbero: «Lo stipendio di giugno è stato pagato a tutti entro il 27 luglio. Ora manca all’appello la busta paga di luglio. In questa situazione di crisi non sono in grado di tirare fuori 400mila euro di retribuzioni i primi giorni del mese. Non li ho. Ad oggi il 60 per cento degli stipendi sono stati già pagati ed entro il 20 agosto contiamo di saldare il rimanente
40 per cento. Quanto alla quattordicesima c’è un accordo in via di definizione, e i sindacati lo sanno bene. Anche per le ferie le richieste di alcuni dipendenti sono arrivate con scarso preavviso, e ci ritroviamo con un organico ridotto per via di congedi parentali o di malattia».

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