Sassari, shopping con le carte rubate ai ricoverati in ospedale

In manette una coppia di sassaresi: in tasca avevano gli scontrini degli acquisti. Fermati dai militari con una borsa “schermata” per eludere l’antitaccheggio

SASSARI. L’ultima vittima era appena stata dimessa dalle cliniche di San Pietro e non aveva ancora fatto in tempo a recarsi in caserma per fare la denuncia, ma per fortuna il credito delle sue carte non era illimitato e lo shopping di chi ne era entrato in possesso illegalmente si è interrotto bruscamente venerdì pomeriggio alle casse del punto vendita Conad di via Amendola.

Nadia Masu, 35 anni di Osilo e Roberto Carta, sassarese di 31 anni, erano riusciti ad effettuare un primo acquisto all’interno del supermercato utilizzando il sistema “Contactless”, ma quando hanno tentato di pagare un secondo prodotto più costoso l’operazione è stata rifiutata.

I due, entrambi noti alle forze dell’ordine, hanno provato a pagare inizialmente con una carta Postepay e poi con una seconda, ma alla fine hanno dovuto desistere e sono andati via indispettiti, lasciando alla cassa di Conad una bottiglia di valore.

I loro guai sono iniziati pochi minuti dopo quando hanno deciso di proseguire lo “shopping” nel negozio di abbigliamento “Terranova” di viale Italia.

È lì che li hanno visti entrare due marescialli in borghese della sezione operativa dei carabinieri che hanno deciso di attenderli pazientemente fuori. Una volta usciti dall’esercizio commerciale per loro sono scattati i controlli e poco dopo le manette. Nadia Masu aveva infatti con sé una borsetta al cui interno era stato inserito una schermatura in alluminio per eludere i sistemi antitaccheggio e alcuni capi di abbigliamento appena rubati.

Ma è stata la bottiglia di liquore che aveva in mano Roberto Carta, acquistata poco prima da Conad con una delle carte rubate, che ha portato gli investigatori dell’Arma a scoprire il sistema escogitato dai due disoccupati per fare acquisti in modo illegale. Il giovane ha mostrato ai militari lo scontrino e la ricevuta della carta di credito, ma proprio quei due pezzi di carta sono diventati la prova schiacciante dell’indebito utilizzo di carte di credito. Dagli accertamenti sulle carte i carabinieri sono risaliti alla proprietaria e hanno scoperto che si trattava di una donna appena dimessa dalle cliniche di San Pietro. La sua borsetta era stata rubata da uno stanzino all’interno del reparto e poi abbandonata davanti a un bar di via Porcellana. Prima ancora che si recasse in caserma per sporgere denuncia la donna ha ricevuto la telefonata dei carabinieri che avevano già risolto il caso e stretto le manette intorno ai polsi dei due responsabili. Prima di finire davanti al giudice Nadia Masu venerdì notte è riuscita anche ad evadere dagli arresti domiciliari. Ieri mattina, difesi dagli avvocati Pierluigi Carta, Marco Palmieri e Salvatore Castronuovo, i due si sono avvalsi
della facoltà di non rispondere davanti al giudice Mauro Pusceddu.

Per la 35enne si sono spalancate le porte del carcere di Bancali, mentre Roberto Carta ha ottenuto gli arresti domiciliari in attesa del processo fissato per il 12 settembre.

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