Da Ozieri alla Tanzania a sostegno degli ultimi

Cinque ragazze sarde impegnate in uno stage formativo di volontariato «Qui si vive con le lampade a petrolio e con l’acqua che prendiamo dal pozzo» 

OZIERI. Dalla Sardegna alla Tanzania per un “viaggio consapevole”, un’esperienza di vita ma anche di lavoro in un mondo lontanissimo, in tutti i sensi. È quanto stanno vivendo in queste settimane cinque ragazze sarde - tre di Ozieri, una di Nule e una di Tonara - che grazie a un accordo tra l’Università di Sassari e la Ong Tulime Onlus, sodalizio palermitano che si occupa di coordinare progetti e volontari in Tanzania e in Nepal, stanno svolgendo a Pomerini, villaggio della zona degli altipiani meridionali della Tanzania, un tirocinio formativo e di volontariato. Le cinque ragazze sono Chiara Luiu di Ozieri, Monica Masala di Nule e Sofia Sau di Tonara, studentesse del corso universitario di Sicurezza e cooperazione internazionale, Lucilla Ladu di Ozieri, studentessa di Scienze della Comunicazione, e Lucrezia Fenudi ancora di Ozieri, studentessa di Economia, che dalla fine del mese di luglio hanno intrapreso questa incredibile esperienza. «A Pomerini – raccontano – la vita si svolge ancora nelle capanne, alla luce di lampade a petrolio, andando a prendere l’acqua al pozzo, cucinando su fuochi di legna e dormendo a terra su stuoie intrecciate, per i 3500 abitanti di cui la metà bambini sotto i 15 anni». Bandita ogni comodità, le ragazze sono alle prese non solo con un mondo lontanissimo dal loro ma anche con esperienze di volontariato che spaziano tra diverse attività, che per alcune hanno legami con i propri corsi di studio ma che in generale variano nelle modalità e nell’impegno richiesto. «I nostri compiti – spiegano – hanno in parte a che fare con il nostro corso di studi ma ogni giorno tutte noi ci occupiamo anche dei vari progetti che Tulime ha qui a Pomerini, nella Casa Tulime che è il quartier generale della Onlus in Tanzania. Si va dalla microfinanza alle attività di tutela dell’ambiente in collaborazione con le scuole del territorio, da progetti di artigianato alla gestione di un centro per l’infanzia, progetti a supporto di bambini e adulti con disabilità mentali e albinismo, da progetti agricoli e di riforestazione. Qualche giorno fa – dicono ancora le ragazze – abbiamo partecipato anche a un progetto contro l’abbandono dei rifiuti, portando i ragazzi delle scuole nelle campagne a raccogliere e pulire il loro villaggio, e nelle scorse settimane abbiamo collaborato all’ultima campagna di crowfunding di Tulime, creata per permettere ad Amalia e Grace, due ragazze del villaggio, di frequentare la secondary school. Un progetto che è simbolo dell’obiettivo della Onlus di promuovere una mentalità positiva per fare in modo che il diritto all’istruzione diventi realtà soprattutto per coloro che, come Amalia e Grace, pur provvisti di grandi capacità ma sprovvisti di mezzi economici, rischiano di perdere tale opportunità. Il progetto è ancora attivo, e chi volesse contribuire può farlo con una donazione. Si trova tutto sul sito www.tulime.org». L’esperienza delle cinque ragazze è nata, come detto, grazie a un accordo tra la Onlus e l’Università, ma i “viaggi consapevoli” di Tulime sono aperti a tutti coloro che volessero «lavorare fianco
a fianco con le comunità dei villaggi in cui opera», «Tulime si ispira alla cooperazione di comunità – spiegano dal sodalizio – e i nostri interventi scaturiscono dal dialogo costante con la popolazione». Tutte le informazioni si trovano sul sito e sulla pagina Facebook del sodalizio.

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