Maria Pina torna alla vita: l'incidente, il coma e ora il grande risveglio

La 19enne di Ardara che uscì di strada con l'auto la sera prima dell'esame di maturità

SASSARI. Felicità è addentare un trancio di pizza. «La desideravo tanto e me l'hanno portata, proprio ieri. Mangiare normalmente dopo tante flebo è bellissimo». Felicità è ricevere la visita degli amici di sempre. Poco importa se tu sei in un letto di ospedale e non sai quanto tempo ancora ci resterai. «Vengono a trovarmi e li amo, li ringrazio tutti». Felicità è ricominciare a vivere dalle piccole cose, per esempio una fascia per capelli con Frida Kahlo che è la sua artista preferita. Gliel'ha regalata una fisioterapista e lei, che vuole diventare una stilista, si è illuminata di gioia. Felicità è tornare a vivere dopo essere stata a un passo dalla morte.

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La voce di Maria Pina è limpida come i suoi diciannove anni pieni di futuro e senza passato perché lei non sa niente del 18 giugno che le ha cambiato la vita. Maria Pina non ricorda di avere fatto i rituali scaramantici per l'esame di maturità, come e perché ha perso il controllo dell'auto sulla strada di casa, quando suo padre con la forza della disperazione le ha salvato la vita. «Ero in coma - dice - e vorrei tanto ricordare, per capire, ma non ci riesco». Questa è la storia a più voci di una rinascita che ha coinvolto Maria Pina, i suoi genitori, il fratello, tanti bravi sanitari e una comunità allargata fatta di compaesani, compagni di scuola e insegnanti. Tutto comincia la notte tra il 18 e il 19 giugno scorso. Il giorno dopo la studentessa avrebbe dovuto affrontare l'esame di maturità all'istituto d'arte Filippo Figari. Bravissima a scuola, brillante e determinata, la prova scolastica per lei sarebbe stata una passeggiata. Invece il destino l'ha messa davanti a un esame più duro: un incidente stradale nelle campagne di Ardara. Oggi la ragazza sta affrontando la neuroriabilitazione al San Martino di Oristano, coccolata come una neonata dalla mamma Ninetta e dal babbo Franco che invece di quell'incidente ricordano tutto e vorrebbero dimenticarlo.

«I medici mi hanno detto che le ho dato la vita per la seconda volta - si commuove il padre -. Io so solo che ho fatto tutto senza pensare, dopo avere visto mia figlia in un lago di sangue stesa accanto all'auto che stava prendendo fuoco». In questa storia a lieto fine è stata provvidenziale una telefonata ricevuta poco dopo le 23.30 dalla centrale operativa della compagnia di assicurazione dell'auto. Una voce maschile, dopo avere ricevuto un segnale dalla scatola nera installata sulla Peugeot, informava Franco Fois di un'anomalia alla macchina. «Ho risposto che io e mia moglie eravamo a casa e quell'uomo ha ripetuto che era successo qualcosa e che l'auto era vicina a casa. Mi sono precipitato fuori e dopo qualche chilometro l'ho trovata». Maria Pina quella sera era andata ad Ardara per prendere un vocabolario e per fare i rituali scaramantici pre-esame di maturità. «Si erano incontrate in piazza con le compagne - racconta la mamma -. Quel pomeriggio l'ho sentita al telefono, mi ha spiegato che si stavano consolando a vicenda».

«Quando ho ricevuto la telefonata ho capito subito che mia figlia aveva avuto un incidente con l'auto - racconta -. Dopo qualche minuto l'ho trovata. La macchina era in un dirupo, però in posizione giusta, con i fari accesi. Ho sperato che fosse stato solo un guasto ma avvicinandomi ho visto una fiammella che usciva dal vano motore. Stavo per aprire lo sportello quando ho sentito un rantolo dietro di me. Era Maria Pina». Un papà cosa pensa in un momento così? «Niente, solo ad allontanarla dal pericolo. Ricordo che ho tentato di sollevarla ma lei pur svenuta si divincolava e non ci riuscivo, era un peso morto. Allora l'ho presa per i piedi e l'ho trascinata per una trentina di metri. Lo so che non si sposta un ferito, ma anche se avessi chiamato il 118 avrei dovuto allontanarla dall'auto in fiamme. Ho adagiato mia figlia sul sedile posteriore della mia auto e sono partito. Tra la chiamata e l'arrivo in ospedale dono passati 20 minuti». I più lunghi e i più terribili della sua vita di padre. «Come sono andato non lo so, ricordo l'ansia e il terrore di perderla. Mentre guidavo, ascoltavo con angoscia il suo respiro che si rompeva, ricordo che ne faceva uno e poi stava anche un minuto senza respirare. Poi riprendeva e io le dicevo "respira figlia mia, respira"». E Maria Pina, con un trauma cranico imponente e fratture multiple, ha continuato nel lungo buio del coma la sua lotta per la vita.

«In Rianimazione a Sassari, dove è stata portata dopo essere stata stabilizzata, i medici ci hanno detto esplicitamente che la situazione era particolarmente grave. La Tac fatta al Santissima Annunziata ha mostrato una situazione più grave di quella riscontrata all'ospedale di Ozieri». C'è un ricordo drammatico, condiviso dai genitori. «Alle 4 i medici ci sono venuti incontro con un foglio - racconta Franco Fois -. Mia moglie ed io abbiamo pensato che stessero per chiederci il consenso alla donazione degli organi. I chirurghi hanno capito e ci hanno spiegato che dovevano fare un esame delicato e che quelle carte servivano per la nostra autorizzazione».

Per un mese a Sassari e da quasi due mesi a Oristano, il personale sanitario ha stretto intorno alla diciannovenne una rete di cura e di affetto. I genitori vogliono ringraziare tutti e annunciano: «Appena starà meglio, porteremo nostra figlia in Rianimazione... ma per salutare i suoi angeli custodi».Maria Pina ora sa che durante il suo mese di coma centinaia di persone hanno organizzato veglie di preghiera. Nel centro di neuroriabilitazione, la diciannovenne di Ardara sta tornando ad essere la ragazza di prima e ha un solo rimpianto: non avere dato l'esame di maturità che avrebbe superato a pieni voti.

«Lei è bravissima, sta facendo tutto quello che deve fare _ dice la mamma _ però questa cosa dell'esame proprio non le va giù. Le abbiamo spiegato che l'incidente non può essere cancellato con un colpo di spugna e che l'esame di maturità lo darà, quando sarà il momento». Maria Pina Fois il suo esame più difficile l'ha già superato a pieni voti sopravvivendo.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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