Violenze e sevizie: arrestati 4 minorenni

Nuoro, vessazioni di ogni genere verso i coetanei e alcuni educatori Ragazzino autistico picchiato e obbligato a chiedere l’elemosina per strada 

NUORO. Si sono macchiati di ogni genere di violenza e per diversi mesi sono diventati l’incubo e l’ossessione della comunità che li accoglieva. Quattro ragazzi, tutti minorenni e ospiti della struttura socio sanitaria “Via Redipuglia” ieri mattina sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile della questura, guidata dal dirigente Silvio Esposito che ha svolto le indagini coordinate dal procuratore delle Repubblica del tribunale di Sassari, Luisella Grazia Fenu.

I quattro sono accusati di sequestro di persona, violenza sessuale, estorsione, lesioni, stalking, maltrattamenti e danneggiamenti. Una lunga e pesante lista di reati che ha portato due degli indagati nel carcere minorile di Quartucciu, mentre gli altri in una struttura di recupero.

A subire le loro vessazioni altri coetanei, ospiti della comunità ma anche gli stessi educatori, quotidianamente oggetto di aggressioni verbali e fisiche e di minacce di morte. In un’occasione, uno dei quattro indagati, perché rimproverato, dopo aver rotto un quadro, brandendo un pezzo di vetro aveva urlato a un’educatrice che l’avrebbe sgozzata.

Comportamenti violenti che a lungo andare hanno creato all’interno della comunità barbaricina un clima di paura e di altissima tensione, tanto da indurre le vittime a cambiare le proprie abitudini per poter evitare i quattro prepotenti: ad esempio, si chiudevano a chiave in stanza oppure sceglievano di mangiare in piani separati.

«Bersaglio preferito degli indagati – dice il dirigente della questura nuorese – era un ragazzo affetto da autismo che veniva preso a calci e pugni, svegliato con improvvisi gavettoni d’acqua e costretto a fare l’elemosina per strada su richiesta dei suoi aguzzini, ai quali poi cedeva 10 o 20 euro ogni giorno».

Ma all’interno della struttura non c’era pace neppure la notte: frequentemente gli indagati urlavano, davano manate sui miri e contro gli estintori, facevano irruzione nelle stanze da letto per far svegliare di soprassalto gli altri ospiti, e danneggiavano gli arredi.

«In un’altra circostanza – aggiunge Silvio Esposito – abbiamo scoperto che il ragazzino autistico, dopo che era stata sfondata la porta della sua camera, era stato chiuso all’interno e sottoposto a sevizie. Da qui l’accusa di sequestro di persona per tre indagati».

Violenze e soprusi che spesso, divertiti, gli stessi autori documentavano con i propri telefonini.

«Due di loro, inoltre, dovranno rispondere del reato di violenza sessuale – continua il capo della mobile –: nei primi giorni di agosto hanno costretto una ragazza della comunità, dopo averle mandato messaggi vocali e insulti sul profilo Instagram, a subire atti sessuali, interrotti solo grazie all’intervento di un operatore».

A far partire l’inchiesta alla fine di gennaio, era stata proprio un’aggressione subita dal ragazzo autistico, finito in ospedale con varie lesioni. I suoi aguzzini lo avevano colpito al capo e alla nuca e, come per strangolarlo gli avevano stretto le mani sul collo. Era finito in pronto soccorso da dove poi era partita la segnalazione alla questura. Gli agenti della squadra mobile avevano avviato immediatamente le indagini e sentito gli operatori della struttura. Inizialmente però, la vicenda sembrava meno grave e gli episodi occasionali, quasi come in un contesto di bullismo scolastico. Solo in un secondo momento si sarebbe
registrato un crescendo di violenza gratuita e di arroganza nei confronti di tutti gli ospiti della comunità.

Episodi che sono stati documentati dalle immagini dell’impianto di video sorveglianza, oltre che dai racconti, seppur non sempre chiari ed espliciti, delle vittime.

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