Le antiche fontane, simbolo di civiltà

Nel secondo numero di Quaderni Ozieresi il ricco patrimonio idrico cittadino

OZIERI. Sarà disponile da venerdì il secondo numero dei “Quaderni Ozieresi”, collana di volumetti che raccolgono riflessioni sulla città dell’insegnante e scrittore Titino Bacciu e aperta a tutti coloro che hanno qualcosa da dire su questo centro. Dopo il primo quaderno dedicato alle aree verdi, il secondo è dedicato alle acque, “raccontate” con la stessa impostazione usata nel precedente numero: «L’acqua vista come criterio di valutazione dei diritti e delle libertà dei cittadini, strumento attraverso cui si può stabilire il grado di civiltà raggiunto dagli abitanti» spiega l’autore. Il quaderno prende in esame tutti i punti d’acqua di cui Ozieri era ed è dotata e riflette sullo stato nel quale versano adesso. Si parla quindi delle fonti oramai scomparse quelle antiche di Santu Bachis e di Sant’Austinu o come Funtana ‘e josso. Si parla inoltre delle fontane dei giardini del Cantaro e dei giardini di San Gavino, sino ad arrivare alle ormai ex fontane dell’Orto del Conte (piazza Garibaldi) e dell’Unione delle due piazze, i lavatoi e le fontanelle di quartiere - sos rubinettos. La riflessione fa anche scaturire un’idea: «ritengo – dice Bacciu – che attraverso patti di collaborazione tra amministrazione e cittadini si possano trasformare le capacità nascoste degli abitanti in interventi di cura che migliorano la vita propria
e di tutti gli abitanti e che rendono più vivibile la città stessa». Il quaderno contiene anche una serie di foto storiche, «simbolo dello status degli abitanti e che hanno ispirato la ricerca di forme architettoniche che conferiscono un tocco artistico e decorativo». (b.m.)

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