Scuola, boom di pensionati in Sardegna: ai supplenti 1 cattedra su 6

L’anno al via all’insegna del precariato: uscite con Quota 100, niente turn over

SASSARI. Nelle graduatorie a esaurimento regna il deserto, negli uffici Inps invece c’è la pila di domande per andare in pensione. Di mezzo, ci si è messa la crisi dell’ex governo giallo-verde che ha congelato il maxi concorso scuola: quello che avrebbe assegnato una cattedra – si stima – a circa 55mila docenti precari, di cui almeno 5mila in Sardegna. Il nuovo ministro Fioramonti ha garantito che il concorso nel 2020 si farà, ma intanto il nuovo anno scolastico – al via lunedì 16 – parte all’insegna del precariato. Con numeri allarmanti sia per quanto riguarda le discipline tradizionali e dunque i posti comuni, sia (soprattutto) per quanto riguarda il sostegno, con una quota di docenti specializzati che copre a malapena la metà delle cattedre assegnate dal Ministero. In generale il rapporto è questo: almeno 1 cattedra su 6 in Sardegna sarà affidata a un supplente perché su 25mila posti tra i 4mila e 4500 saranno coperti da docenti precari.

Emergenza cattedre. Il Ministero della Pubblica istruzione ha assegnato alla Sardegna 951 ruoli, cioè cattedre, per l’anno scolastico 2019-2020. Ma di questi ruoli soltanto 530 sono stati attribuiti ad altrettanti docenti. Significa che la svolta nella vita – la certezza di una cattedra e quindi di un contratto a tempo indeterminato – è ancora una volta sfumata per 421 papabili. La causa sembra incredibile: non ci sono, mancano gli aventi diritto, cioè i prof abilitati e vincitori di concorso inseriti nelle graduatorie. Che, appunto, sono esaurite in particolare in alcune discipline, come matematica e scienze alla scuola media, lettere alle superiori. Il motivo è l’assenza di concorsi scuola: dopo quello del 2016 che si era chiuso con una altissima percentuale di bocciati, il riservato 2018 aveva messo solo una piccola pezza. Mentre il concorso per le superiori annunciato da due ex ministri –prima Fedeli e poi Bussetti – è rimasto sulla carta. E quello salva precari non si farà prima del 2020.

No turn over. Ma a provocare una emergenza probabilmente senza precedenti è l’altissimo numero di pensionamenti: docenti che salutano la scuola e la sciano il loro posto scoperto. Niente turn over in moltissimi casi. Soprattutto quando la pensione è scattata grazie a Quota 100, l’opportunità introdotta dall’ex governo giallo verde a partire da febbraio scorso: «In molti casi – dice Alessandro cherchi, segretario generale Uil scuola Rua Sassari e Gallura – il via libera alle richieste è arrivato solo pochi giorni fa, dunque fuori tempo massimo per cercare di correre ai ripari e rimodulare il numero di ruoli da assegnare». Se in Italia sono complessivamente 45189 i docenti ufficialmente n pensione dal 1 settembre 2019, quasi la metà di loro lo è grazie a Quota 100: 20.405. Numeri che in proporzione si ripetono quasi in fotocopia anche in Sardegna: nell’isola sono 1592 i pensionati, di cui 794 con domanda ordinaria e 798, dunque 4 in più, attraverso Quota 100. Nell’assegnazione del Ministero, con i nuovi ruoli stabiliti tra fine maggio e giugno, il calcolo è stato parziale perché non erano ufficiali i numeri delle uscite con Quota 100: molte pratiche sono state autorizzate solo in agosto inoltrato.

Boom di supplenti. I buchi da coprire sono tantissimi. A parte le 421 cattedre non assegnate per assenza di titolati in graduatoria, i supplenti dovranno sopperire all’assenza di buona parte dei prof andati in pensione con Quota 100. Molti precari avranno l’incarico completo di 18 ore, una parte avrà l’orario spezzato di 6-8-10 ore, perché nulla vieta al dirigente scolastico di fare più contratti a tempo determinato per la stessa disciplina. Il numero totale che viene fuori supera 1000 unità. Ed è chiaro che per riempire tutte le caselle saranno chiamati a insegnare, oltre che i precari storici con molti anni di esperienza, anche docenti di terza fascia o forse solo laureati.

Caos sostegno. È il problema dei problemi. Che cresce di anno in anno perché si va avanti con soluzioni tampone. A fronte di circa 7mila studenti che richiedono il sostegno e di 5500 cattedre assegnate dal Ministero, in Sardegna sono
appena 2600 circa i docenti specializzati. Tutti gli altri, circa 3mila, sono precari privi di esperienza e forse non in grado di prendersi cura al meglio di ragazzi affetti da patologie più o meno gravi. Tra loro c’è chi sarà fortunato e chi invece no.

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