Anfora romana trovata nel mare di Alghero

Recuperata dalla Guardia costiera e affidata alla Soprintendenza archeologica Individuati anche numerosi frammenti che confermano l’esistenza di altri oggetti

ALGHERO. Un giacimento di anfore di epoca romana in fondo al mare. É stato individuato nel corso di una serie di ispezioni subacquee effettuate durante l’estate dal personale dell’Ufficio Circondariale marittimo di Alghero, nell’ambito di una serie di attività volte alla tutela del patrimonio storico-archeologico nazionale.

In particolare, sono stati individuati e recuperati alcuni reperti archeologici di epoca romana: un’anfora in terracotta in ottimo stato di conservazione e alcuni frammenti di altre anfore di 1700 anni fa che sembrano confermare una diffusa presenza di altri elementi simili nei fondali del mare di Alghero. E segnali in tal senso c’erano già stati anche negli anni scorsi, tanto che le rilevazioni e le attività di ricerca di erano concentrate in modo particolare in una zona specifica. Dove, appunto, sono avvenuti gli ultimi ritrovamenti.

I reperti erano già stati avvistati e segnalati da alcuni cittadini, e dopo l’intervento dell’autorità marittima sono stati adeguatamente “conservati” in attesa dell’esame della Soprintendenza competente.

Dalla perizia tecnica eseguita dalla dottoressa Gabriella Gasperetti, responsabile del Servizio per l’Archeologia Subacquea della Soprintendenza, è risultato che l’anfora integra appartiene a un tipo prodotto nella Penisola Iberica tra il III e il IV secolo d.C., mentre gli altri frammenti sono attribuibili più genericamente ad età romana.

Tutti gli oggetti ritrovati sono stati consegnati alla Soprintendenza Archeologia per le province di Sassari e Nuoro, per le analisi scientifiche del caso e per gli interventi conservativi che dovranno essere attuati presso il Centro di Restauro di Li Punti.

Non è la prima volta che vengono recuperati reparti di epoca romana nella zona di Alghero. Qualche anno fa, la Guardia di finanza - durante un controllo del territorio - dentro alcuni sacchi di plastica, aveva trovato decine di reperti archeologici di epoca romana. Il materiale era stato messo sotto sequestro.

Fra le varie buste nere abbandonate in mezzo alla vegetazione, i finanzieri avevano rinvenuto tre anfore da trasporto di età romana, quasi del tutto integre, oltre a vari orli, colli e pareti di anfore e vasellame con tracce di pittura.
In totale una trentina di reperti, tutti poi affidati ai responsabili della Soprintendenza ai beni archeologici di Sassari e Nuoro che li avevano valutati «di enorme interesse archeologico, databile tra l’età romana repubblicana e quella imperiale».

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