Porto Torres, allarme erosione a Balai: la scogliera si sbriciola

Nei giorni scorsi si è staccato un frammento di roccia dalla “Grotta dei piccioni”. Tre anni fa lo stanziamento di un milione e mezzo ma i lavori non sono partiti

PORTO TORRES. Nei giorni scorsi si è staccato un altro grosso frammento di roccia dalla cosiddetta “Grotta dei piccioni” – di fronte allo scoglio ricco – che domina la zona dietro la spiaggia di Balai. Le problematiche dei cedimenti di roccia sono e rimangono una realtà che sta purtroppo coinvolgendo tutta la zona che da Balai che va in direzione della torre di Abbacurrente. Questo significa che l’erosione sta avanzando inesorabilmente nella fascia costiera anche oltre la baia e con l’arrivo del periodo autunnale il problema del moto ondoso spinto dal vento potrebbe creare ulteriori problemi alla stabilità delle rocce a picco sul mare. Da troppi anni si parla della necessità di accelerare i tempi di intervento in tutta l’area del litorale di Balai, dichiarazioni supportate poi dai monitoraggi dei tecnici della Regione che hanno elencato minuziosamente i fenomeni di dissesto della costa portotorrese.

Un problema non di poco conto, dunque, che potrebbe creare un rischio reale all’incolumità delle persone che frequentano tutto l’anno la baia di Balai e il resto del litorale costiero e alle strutture posizionate nel promontorio. Sono già trascorsi oltre tre anni da quando l’assessorato regionale alla Difesa dell’ambiente ha destinato un finanziamento di 1 milione e 500mila euro al Comune di Porto Torres per sistemare una delle aree costiere più esposte all’erosione che aggredisce la costa rocciosa. A quanto pare, però, non sarebbero stati ancora affidati gli incarichi di supporto tecnico e amministrativo al Responsabile unico del procedimento. Che, secondo quanto dichiarato dall’assessorato comunale ai Lavori pubblici dovevano concretizzarsi subito dopo l’approvazione del bilancio di previsione. Mancherebbe quindi la progettazione per gli interventi previsti dai fondi regionali e questa criticità si riflette negativamente sulle opere da salvaguardare.

Qualche anno fa una équipe di esperti aveva monitorato anche il flusso delle acque sotterranee del Lungomare, riscontrando fenomeni di arretramento della costa particolarmente intensi, oltre che pericolosi, nelle zone vicino alla cinta urbana. Le altre problematiche strutturali riguardavano invece i muretti di sostegno costruiti nel litorale. Lo studio consigliava inoltre di preservare l’erosione superficiale che riguarda i terreni, anche perché i solchi creati dalle acque superficiali stanno erodendo pian piano il territorio. E la roccia e il verde che sovrasta la costa sono importanti, perché fanno da sostegno a gran parte

del Lungomare. L’ufficio tecnico nei mesi scorsi aveva segnalato la necessità di proteggere due opere importanti del territorio comunale. La scogliera frangiflutti delle Acque Dolci a protezione della costa e massi massici per proteggere il promontorio dove sorge la chiesetta di Balai vicino.

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