Luoghi: Esporlatu

«Troppe volte abbiamo taciuto»

di Elena Corveddu

Esporlatu, il sindaco replica alla minoranza: «Sugli attentati nessuna sovraesposizione mediatica»

«Esporlatu non è un Far West»

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di Nadia Cossu

Dopo gli attentati, la dura condanna dell’opposizione: inopportuna sovraesposizione mediatica

Turismo ecosostenibile per il rilancio del Goceano

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di Elena Corveddu

Nel Piano di sviluppo locale finanziamenti anche per la tutela dei siti archeologici Progetto nato dalla collaborazione fra Comunità montana e Unione dei Comuni

A Esporlatu la violenza si combatte con la cultura

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di Elena Corveddu

Le ricette dell’amministrazione per aiutare il paese a rialzarsi dopo gli attentati Il sindaco Franco Furriolu: «Siamo parte dello Stato e perciò non molleremo»

Telecamere nei comuni in arrivo quasi 17 milioni

Telecamere nei comuni in arrivo quasi 17 milioni

di Alessandro Pirina ; w; Un grande fratello vigilerà sulla sicurezza dei Comuni. Ogni centro della Sardegna, piccolo o grande, sarà dotato di telecamere per monitorare la vita del paese. Un controllo richiesto a gran voce dai sindaci dopo la serie di attentati che negli ultimi anni hanno visto nel mirino amministratori di tutta l’isola. Gli ultimi in ordine di tempo - e parliamo di ultimissimi giorni - a Esporlatu e Talana. Le richieste dei Comuni dunque non sono rimaste lettera morta. In una prima fase, con uno stanziamento di oltre 7 milioni di euro, la giunta aveva finanziato la realizzazione delle reti di videosorveglianza in 110 Comuni. Ora la Regione ha avviato la seconda tranche del progetto e altri 261 Comuni hanno presentato la domanda per le nuove reti. Ed entro la fine di gennaio arriveranno i fondi necessari alla realizzazione degli impianti: quasi 17 milioni, dei quali 1,2 che vanno a integrare il finanziamento per i primi 110 della prima tranche del progetto. La dotazione finanziaria è sufficiente a coprire la totalità delle domande. Si va dai 35mila euro per i Comuni sino ai mille abitanti ai 200mila euro per i centri oltre i 20mila residenti. A farne richiesta sono stati Comuni singoli, Unioni e aggregazioni di almeno tre Comuni. Grande soddisfazione è stata espressa dalla giunta Pigliaru, che sulla sicurezza si è impegnata da tempo per dare risposte alle richieste degli amministratori e dell’Anci. «La Sardegna, in questo campo, fa da battistrada rispetto alle altre regioni italiane in termini di copertura del territorio con le nuove reti – sottolineano gli assessori agli Affari generali e agli Enti locali, Filippo Spanu e Cristiano Erriu –. A fronte dei 30 milioni stanziati dal Governo in tutto il territorio nazionale, la giunta ne ha messo a disposizione dei Comuni sardi oltre 24 milioni». «Questo progetto ha avuto il nostro sostegno – aggiunge il presidente dell’Anci, Emiliano Deiana, che nei giorni scorsi ha scritto anche al ministro Salvini per chiedere il ritorno dello Stato nell’isola – e siamo soddisfatti che vi abbiamo aderito tutti i Comuni dell’isola. Ma non basta. Sulla questione delle zone interne servono progetti di sviluppo». Trattandosi di fondi Por Fesr 2014-2020, la tempistica per la realizzazione degli interventi segue i vincoli stabiliti dalla Ue. I progetti dovranno essere conclusi entro il 31 luglio 2020. Gli enti locali dovranno avviare la realizzazione entro 30 giorni dalla data di ricevimento del contributo. Tutto il progetto viene seguito dalla direzione generale dell’assessorato agli Affari generali. La Regione, nel proprio Data Center di Cagliari, ha realizzato un nodo centralizzato di controllo, supervisione e monitoraggio delle reti sicurezza, che utilizzerà la Rete telematica regionale come piattaforma di comunicazione. Attraverso il nodo centralizzato, le forze di polizia possono avere accesso ai sistemi di videosorveglianza dei Comuni.

Entro gennaio i fondi regionali assegnati ai 261 enti che li hanno richiesti Erriu e Spanu: primi in Italia a coprire il territorio con reti di videosorveglianza

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