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Dinamo a Cipro per continuare a correre

di Andrea Sini ; w; Un salto a Cipro per ipotecare il passaggio del turno di Europe Cup, poi rotta verso Desio per provare a giocarsi tutte le chance di qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia. La Dinamo inaugura la sua settimana bollente scendendo in campo questo pomeriggio a Larnaca, nell’isola di Cipro, contro la Petrolina Aek. Si comincia alle 17 locali (in Italia saranno le 16) e in palio ci sono punti importanti per dare una scossa alla classifica del girone K: dopo avere sbancato il campo di Groningen e avere perso in casa in maniera rocambolesca contro Varese, facendosi rimontare dal +23, i sassaresi di coach Vincenzo Esposito puntano a un successo che di fatto metterebbe definitivamente fuori strada la squadra cipriota, ancora ferma a quota zero. Sulla carta l’impegno non dovrebbe essere proibitivo (l’Aek ha perso di 35 contro Varese e di 22 contro Groningen), ma per raggiungere Cipro il Banco di Sardegna ha viaggiato praticamente per 24 ore, partendo lunedì alla volta di Milano, per poi imbarcarsi ieri mattina verso Atene, per prendere infine un volo con destinazione Larnaca, dove la squadra è arrivata ieri dopo le 17, giusto in tempo per fare allenamento. Nella mente di Jack Cooley e compagni c’è anche l’importante gara di sabato sera al PalaDesio contro Cantù, con la prospettiva di chiudere matematicamente il discorso Final Eight prima ancora di conoscere i risultati delle gare del giorno successivo. Ma è chiaro che per oggi non sono concesse distrazioni e non a caso Esposito ha chiesto ai suoi di non sottovalutare gli avversari e le insidie che si nascondono dietro questa sfida. Nessuna novità nel roster biancoblù, sempre orfano di un americano, ma come già successo nelle precedenti sfide di Europe Cup i minutaggi verranno spalmati tra tutti gli undici giocatori a disposizione dello staff tecnico, possibilmente dando maggiore spazio alle seconde linee e concedendo un minimo di riposo ai giocatori più “spremuti” a partire da Bamforth e Cooley. I sassaresi si presentano a questo appuntamento con il morale alto e una buona condizione generale. Le tre vittorie consecutive in campionato e soprattutto la prova di forza di domenica contro Trieste hanno rilanciato il Banco di Sardegna in classifica, cancellando il periodo nero dello scorso autunno. Con la Europe Cup ritenuta un obiettivo reale da parte della società, oggi c’è da sfruttare l’onda positiva per rifarsi immediatamente dei 2 punti persi in casa contro Varese prima di Natale. La missione è possiblissima.
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La Dinamo guarda lontano ma ora serve un rinforzo

di Andrea Sini ; w; Tre vittorie per uscire dal tunnel, tre ottime prestazioni per convincere e autoconvincersi di non essere la squadra impaurita e mezzo disastrosa vista in campo nella seconda metà di novembre. La Dinamo è uscita con le sue forze da una situazione che stava iniziando a farsi poco piacevole, perché di punto in bianco la squadra solida e piena di certezze vista tra le preseason e le prime gare ufficiali si era smarrita. La scelta di tagliare Terran Petteway, atteso sin quanto possibile e poi rispedito negli Stati Uniti, ha pagato da tutti i punti di vista: la squadra si è ricompattata, si è quasi tolta un peso e una scusa, elementi che stavano rendendo al di sotto del loro potenziale hanno ripreso a correre a pieni giri. Su tutti Dyshawn Pierre, che a sua volta era stato messo seriamente in discussione dallo staff tecnico: l’ala canadese è cresciuta sia dal punto di vista atletico (aveva saltato interamente la preparazione) che da quello mentale, ritrovando minuti e fiducia. E dopo 11 gare senza essere mai andato in doppia cifra, Pierre nelle ultime tre gare ha segnato rispettivamente 14, 10 e 18 punti, con prestazioni di ottimo livello su entrambi i lati del campo. Domenica ha battuto un colpo anche Stefano Gentile, a sua volta beneficiario dei minuti lasciati liberi da Petteway nei ruoli di “due” e “tre”, ma la sensazione è che entrambi gli ex Virtus Bologna (l’altro è Marco Spissu) nonostante l’impegno stiano rendendo abbastanza al di sotto delle loro potenzialità. L’altissima intensità a cui è stata giocata la gara di domenica contro l’Alma Trieste ha costretto coach Esposito a contingentare i minutaggi degli uomini chiave del roster, e in diversi frangenti – soprattutto nel secondo tempo – la misura ridotta della coperta biancoblù è risultata evidente. La redistribuzione dei minutaggi conseguente all’addio di Petteway non è infatti sufficiente per mantenere uno standard ottimale ed è chiaro che se la Dinamo ambisce a fare un salto di qualità (l’operazione quarto posto è tutt’altro che impossibile) ha assoluta necessità di tesserare un nuovo giocatore. La società ha costantemente gli occhi puntati sul mercato ma al momento non è riuscita a trovare la soluzione giusta: la pista Carlos Delfino è tramontata perché il giocatore italo-argentino non è stato liberato dalla Fiat Torino e al momento, tra profili scartati e proposte rifiutate, all’orizzonte non sembrano aprirsi nuove strade. A breve termine si può certamente andare avanti con undici uomini, ma la sensazione è che a questo gruppo basti davvero poco per puntare in alto.

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